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dettagli e media di WE5!
Introduzione
Winning
Eleven più che un gioco è una fede.
Il giocatore occasionale, l'eretico, predilige FIFA cadendo
nella tentazione delle licenze ufficiali, mentre i fruitori
più esigenti, gli adepti, stigmatizzano il prodotto
EA Sport e idolatrano il realismo e la giocabilità
del divino WE. E' chiaro quindi che questa nuova versione
sia attesa come una manna dai fedeli, rappresentando la risposta
di KCET al lussureggiante (almeno graficamente) FIFA 2001,
disponibile da qualche mese per la stessa PS2. Fortunatamente
WE è un Dio benevolo e non ha tradito i suoi seguaci.
Realizzazione
Tecnica
Solleticati
dal gradevole filmato introduttivo (lo stesso di ISS Pro Evolution
2) e dopo essersi districati nei menu completamente in giapponese
giunge finalmente il momento di scendere in campo. Il primo
episodio della serie a 128 bit si presenta con una veste grafica
di tutto rispetto: gli ottimi modelli poligonali dei calciatori
sono animati con una naturalezza e una fluidità stupefacenti
(60 frame al secondo costanti) e, inseguendo un pallone caratterizzato
da una fisica praticamente perfetta, si muovono all'interno
di stadi (solo 4) fedelmente riprodotti. Grande cura è
stata riposta anche nella realizzazione dei volti dei calciatori
che, soptrattutto negli esponenti più famosi, risultano
pressochè identici alle loro controparti reali. Un
altro aspetto di sicuro effetto è la gestione delle
sorgenti luminose, capaci di proiettare sul campo in maniera
assolutamente credibile le ombre dei calciatori e delle complesse
strutture poligonali degli stadi. Purtroppo non mancano alcuni
piccoli difetti. Nonostante l'impegno profuso per aumentare
i fronzoli (ad esempio giocatori che chiamano il furigioco
o discutono con l'arbitro dopo essere stati ammoniti) gli
elementi di contorno sono ancora piuttosto limitati e la mancanza
di arbitro e guardalinee in campo non fa che avvallare questa
tesi. Altre magagne riguardano il pubblico, poco convincente
benchè provvisto di fumogeni e bandieroni, un effetto
pioggia non molto riuscito, le divise non particolarmente
dettagliate e la non verosimiglianza di molti giocatori meno
noti. Anche il comparto audio è di buon livello, grazie
alla coinvolgente telecronaca di Jon Kabira (praticamente
identica alla precedente versione), ai cori personalizzati
delle tifoserie e agli ottimi effetti sonori. Irritanti invece
le musiche.
Il
Gioco
Se
la realizzazione tecnica è dunque più che soddisfacente
lo stesso si può dire della parte prettamente ludica.
Gli sviluppatori per questa prima edizione PS2 hanno deciso
di non stravolgere la meccanica di gioco e il sistema di controllo,
ma hanno preferito perfezionarli ulteriormente, non risparmiandosi
comunque nell'inserimento di elementi assolutamente innovativi.
In questo senso spiccano la presenza di due tipi di scatto,
uno più veloce a 16 direzioni e uno più lento
a 8, e la possibilità di effettuare un nuovo genere
di passaggio tramite la levetta analogica destra, grazie alla
quale è possibile indicare precisamente direzione e
potenza. Sono stati ottimizzati anche i lanci lunghi e i cross,
più efficaci, il sistema di triangolazione, più
equilibrato, e le finte, più utili e sempre coreografiche.
In nome del realismo, ogni azione è adesso più
ostica da eseguire: ha infatti assunto maggiore importanza
il tempismo con cui i tasti devono essere premuti per effettuare
il movimento desiderato e bisogna tenere sempre conto delle
doti individuali di ogni singolo calciatore, ora contraddistinti
addirittura da abilità speciali che non tutti posseggono:
un esempio può essere Pippo Inzaghi, implacabile in
area di rigore e quando aggredisce gli spazi, ma totalemnte
incapace se si tratta di fornire cross o assist.
Benchè l'intelligenza artificiale di compagni e avversari
svolga adeguatamente il suo compito, sia in fase difensiva
che offensiva, rimane qualche riserva sul comportamento dell'arbitro,
estremamente fiscale, e su quello dei portieri, che hanno
forse qualche incertezza di troppo. Questo fortunatamente
non si traduce in partite con tonnellate di gol e dimostra
l'ottimo lavoro svolto da KCET nel raggiungere un grado di
simulazione inimmaginabile per le altre software house. Certo,
i giocatori alle prime armi avranno non poche difficoltà
ad impadronirsi del sistema di controllo, tanto completo quanto
complicato, e verranno sommersi di gol da un computer che
mai come adesso sa il fatto suo, ma dopo un periodo di pratica
si comprenderà come questo rispecchi il gioco del calcio
e per vincere non siano necessari biechi stratagemmi, ma un
organizzazione di gioco e una buona padronanza delle tecniche
eseguibili. Ad aumentare la lunghezza di un prodotto così
profondo da risultare quasi infinito ci pensano il buon numero
di squadre disponibili (32 club e 53 nazionali), la presenza
di molte competizioni e le sfide sempre avvincenti con avversari
umani. Interessante la nuova impostazione della Master League,
che oltre alle spesa per acquistare un giocatore impone il
pagamento del suo ingaggio e implica quindi una gestione più
oculata degli affari, con la consapevolezza che per mantenere
una squadra di campioni è necessario vincere quasi
sempre. Altre annotazioni positive riguardano la perfetta
routine che gestisce il fuorigioco (capace di distenguere
tra attivo e passivo), la possibilità di giocare in
8 contemporaneamente e la presenza di un completissimo editor
per creare i calciatori. Grafica spettacolare, giocabiltà
sopraffina, realismo maniacale... Winning Eleven 5 è
questo e molto di più, l'ennesimo passo avanti di KCET
verso la simulazione calcistica definitiva. Amen.
VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3
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