Che Namco e Sega si sarebbero ritrovate un giorno a collaborare nello stesso progetto per PS2 non lo avrebbe mai detto nessuno. Anzi, probabilmente se qualcuno avesse avuto l'ardire di ipotizzare uno scenario del genere, probabilmente, sarebbe stato marchiato a fuoco con un simbolo indicante l'eresia ludica, per poi essere esiliato dalla comunità dei gamers per i secoli dei secoli. Ma a dispetto di questa punizione dai connotati medioevali inquisitori (in pieno stile Torchemada), le due Softco in questione hanno congiunto i loro sforzi per un prodotto che di medievale condivide l'ambientazione, la collocazione temporale, un sapore tetro ed austero e soprattutto la presenza di orde di vampiri e creature delle tenebre da eliminare. Indovinate a chi toccherà questo compito ingrato e pericoloso? Esatto….. proprio a noi!!! Forse sarebbe stato meglio essere tacciati di eresia.
La notte dei morti viventi
Acclamato come successore di "The House of the Dead 2", Vampire Night è sostanzialmente uno sparatutto con lightgun, che ha in comune con il suo predecessore l'impostazione prettamente arcade unita all'umano istinto di sopravvivenza ed una spiccata sensibilità (?) per debellare schiere di creature demoniache. Convertito direttamente dall'omonimo coin-op, Vampire Night ne mantiene la struttura ed offre alcune aggiunte teoricamente atte ad aumentarne la longevità. Nel gioco impersoneremo il ruolo di Albert o di Michel, creature della notte il cui passato è avvolto dal mistero, che hanno deciso di sterminare i propri simili (chissà poi perché……) approdando in un antico centro medievale sito in una non meglio definita zona dell'Europa. Fin qui le cose sembrano essere fin troppo semplici; peccato solo che il suddetto borgo è in realtà dimora dei massimi esponenti della razza dei vampiri e quindi epicentro di un fenomeno tanto deleterio quanto pericoloso. E qui inizierà la nostra avventura. Ben presto ci renderemo conto che forse sarebbe stato il caso di ignorare una coscienza antitetica alla nostra natura e restare dalla parte del più forte, cioè dei cattivi. Dopo tutto cosa c'è di male nel voler dominare il mondo intero? Purtroppo è tardi per i ripensamenti e quindi, armati di una particolare pistola magica, inizieremo a farci strada nella cittadina, andando incontro al nostro destino.
Struttura di gioco e gameplay
Come abbiamo detto in apertura, Vampire Night è stato accolto come diretto erede del precedente capolavoro made in Sega, "The House of the Dead 2", ed infatti già nelle prime fasi di gioco è possibile notare come diverse peculiarità di quest'ultimo siano state qui parzialmente mantenute e modificate, onde offrire un'esperienza di gioco accattivante e coinvolgente, almeno nelle intenzioni. Orbene, un borgo medioevale, un esercito di creature delle tenebre e due eroi pronti a rischiare il tutto per tutto pur di portare a termine il proprio compito. Di certo le possibilità di una sicura riuscita di questa missione kamikaze sarebbero davvero esigue ma per (s)fortuna il team di sviluppo ha optato per una meccanica di gioco immediata e coadiuvata da degli indicatori mistici che mettono in risalto i punti deboli dei nostri nemici e che rappresentano, quindi, un chiaro invito a mirare in specifiche zone del corpo. Inoltre, come in House of the Dead, sarà qui possibile scegliere alcuni percorsi alternativi, resi disponibili a seguito di una particolare performance di tiro al bersaglio nelle aree immediatamente precedenti. Le mappe di gioco sono discrete, seppur si ravvisa una disomogenea distribuzione degli elementi caratterizzanti come i boss di fine livello (praticamente assenti nel primo "quadro") od i percorsi alternativi, limitati da un pdv quantitativo ma che rappresentano delle varianti abbastanza valide. Il bestiaro delle creature che saremo chiamati ad eliminare è sufficientemente ampio ed ogni mostro avrà dei propri attacchi ai quali potremo sfuggire solo annientandoli prima che ci colpisca. Come accadeva in The House of the Dead, anche qui dovremo salvare degli ostaggi, ma con una variante concettualmente interessante che si traduce in un discreto risvolto ludico. Ogni ostaggio è infatti avvolto a dei Sarcomas, parassiti nocivi in grado di trasformare il proprio ospite in un licantropo. Per impedire che questo accada dovremo colpire tempestivamente il Sarcomas di turno nel loro centro vitale. Colpendo altre parti del parassita non faremmo altro che accelerare il processo di "licantropizzazione" dell'ostaggio da salvare. Per quanto riguarda i boss di fine livello, questi avranno il loro punto debole vistosamente segnalato e colpendolo ripetutamene in quel punto potremo interrompere il suo attacco a favore di un nostro netto vantaggio. Scopo ultimo della nostra missione sarà quello di giungere da August, soprannominato l'eterno, padre di tutti i vampiri nonché il vampiro più potente in assoluto. Al di la della struttura di gioco, il gameplay si rivela parzialmente deludente. Se da una parte, infatti, l'impianto di gioco riesce a coinvolgere il giocatore, dall'altra il tentativo dei programmatori di non frustrare i players si traduce in un'esperienza relativamente facile e nemmeno troppo longeva, ma questo è un difetto di tutti gli shoot'em up con Lightgun. Ad ogni modo gli sviluppatori hanno provato a deliziare l'utenza deliziare l'utenza domestica con una serie di aggiunte che riescono a dare un po' di respiro a tutto il prodotto. Queste sono sostanzialmente strutturate nella stessa avventura attraverso il reperimento di alcuni oggetti specifici in piccole missioni. Tali item modificheranno lievemente l'andamento degli eventi con nuovi armamenti e difficoltà. Il loro ritrovamento richiederà una conoscenza praticamente perfetta di tutte le aree di gioco, compresi i percorsi alternativi, pena l'impossibilità di poter completare il gioco in questa sua parte. Atri oggetti saranno acquistabili presso un emporio. Ad ogni modo queste aggiunte non riescono ad dare eccessivo impulso al fattore longevità, elemento non troppo curato di questa conversione.
Realizzazione tecnica
Il
comparto grafico del gioco è realizzato con una certa cura,
grazie all'ausilio di alcune chicche pregevolissime che riescono
a far passare in secondo piano il risparmio sui poligoni di
strutture e personaggi. Il texture mapping è di buon livello,
le animazioni sono nella media, anche se alcune sequenze sono
davvero suggestive, ricalcando, con i limiti del caso, l'effetto
della morte dei vampiri nel telefilm Buffy o nel lungometraggio
"Blade". Molto buone anche le riflessioni dei liquidi o delle
superfici lucide, così come è notevole l'interazione tra i
colpi esplosi ed i fondali. Le musiche sono perfettamente
a tema e fanno il loro dovere, così come gli effetti sonori.
Da dimenticare è invece il recitato in italiano dei protagonisti,
addirittura peggiore di quello sentito in Time Crisis II.
Conclusioni
Vampire Night è un gioco che va preso per quello che è: uno sparatutto con ligthgun. Questo influisce notevolmente sull'impianto di gioco, immediato e coinvolgente ma alla lunga troppo semplice. La struttura, nella sua bontà, mette in evidenza una serie di lacune derivanti soprattutto dalla non troppo valida realizzazione delle mappe di gioco. Ad ogni modo il titolo riesce a divertire, nonostante la sua rigiocabilità sia minata dai difetti di cui sopra, eccezion fatta per le aggiunte della versione PS2. Il comparto tecnico risulta abbastanza curato seppur il doppiaggio sia da dimenticare. Un gioco in definitiva capace di accaparrarsi la sua fetta di mercato ma ben lungi dall'essere paragonato al bellissimo The House of the Dead 2. E dire che mirava ad esserne il successore. Non che il titolo targato WOW (nome della società fondata da Sega e Namco) sia da buttare, anzi, il voto finale è tutto sommato indice di un certo apprezzamento. Tuttavia siamo convinti che dalle softco chiamate in causa ci si potesse aspettare molto di più.
·E'
meglio di Gun Survivor: Resident Evil Code Veronica
·Realizzazione
tecnica valida
·Aggiunte
rispetto alla versione da bar
CONTRO
·Durata
non eccessiva
· Abbastanza
semplice
·Mappe
di gioco caratterizzate non impeccabilmente
VOTO
7
IMMAGINI
VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3
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