I
picchiaduro a scorrimento sono stati per anni uno dei generi
più fortunati nei videogames. Poi è cominciata
una lenta ma inesorabile estinzione. Ai giorni nostri si contano
sulle dita della mano giochi appartenenti a questa categoria
e di nessuno credo si possa parlare di capolavoro. Su Playstation2
manca un po' di tutto, a cominciare da un gioco che possa
definirsi meritatamente Killer Application. Nemmeno The Bouncer
è una Killer App, ma dà una notevole rinfrescata
ad un genere che ormai respirava a fatica.
MODALITA'
DI GIOCO
Il
titolo vi vedrà protagonisti nella lotta contro una
multinazionale di nome Mikado, nel tentativo di liberare la
giovane amica dei tre eroi principali. Le modalità
disponibili sono tre: lo Story mode, il Versus Mode, il Survival
Mode. Per godervi trama e gioco nella sua interezza dovrete
per forza darvi da fare per avanzare nello Story Mode; se
avete qualche amico da sfidare il Versus fa al caso vostro;
infine, se volete testare le abilità del vostro personaggio,
non c'è niente di meglio che il Survival Mode.
MALEDETTO
MOTION BLUR
Partiamo
col gioco: impatto iniziale, grafica, sonoro, prime botte.
Allora, i filmati. Parliamo di Square, non di pivellini, gente
che con i full motion nei vari Final Fantasy ci ha lasciato
positivamente colpiti il più delle volte volte. E The
Bouncer non è da meno. Filmati splendidi insomma, che
nulla hanno da invidiare a quelli di FF, anzi. E qui parliamo
di full Motion, cioè filmati precalcolati. Poi ci sono
le scene di intermezzo che sfruttano il motore grafico del
gioco. Ed è qui che s'incomincia a vedere quello che
la grafica può offrirci. I personaggi sono fatti ad
arte. Finemente dettagliati, con capelli che si muovono realisticamente,
collane e pendagli vari idem. La muscolatura risulta forse
un po' piatta, o meglio quasi inesistente, Tekken Tag era
superiore da questo punto di vista. Gli sfondi però...
mmm, c'è quel non so che di scarno che già caratterizzava
altri titoli Play2 che dà fastidio, decisamente. Vediamo
però il gioco in azione prima di giudicare. E qui il
primo impatto è decisamente positivo, animazioni splendide,
la grafica fila via liscia come l'olio, niente rallentamenti,
l'impressione è di avere davanti 60 frame stabili che
più stabili non si può. Ma... che cos'è
questa strana sensazione visiva, come se tutto lo schermo
fosse appannato, come sei i miei occhi fossero pieni di lacrime
e vedessi tutto attraverso un liquido...? Motion Blur a tutto
schermo, maledetto Blur. Ebbene, cos'hanno pensato di fare
i programmatori di Dream Factory per ovviare ad una palese
mancanza di antialiasing che avrebbe riempito il gioco di
scale e scalette, flickering e chi più ne ha più
ne metta? Blur, Motion Blur a gogo. Qualcuno si ricorderà
il magnifico effetto dell'elicottero che decolla in Metal
Gear Solid. L'effetto scia delle pale e dello stesso mezzo
che rendeva così bene l'idea di movimento e di fluidità.
Quell'effetto era applicato a tutto lo schermo, ad una più
attenta analisi si notava che ogni elemento rappresentato,
anche se immobile, lasciava un piccolo alone, come una scia
appunto. In The B l'effetto è il medesimo. Solo che
non dura per una scena o due. Ma per tutto il gioco. Ovviamente
in certe situazioni l'effetto è ridotto al minimo,
comunque si vede e dà fastidio. Infatti avrei preferito
a questo punto le scalette, perché se da un lato il
Motion Blur mi " offusca " tutte le situazioni in
cui avrei visto jaggies in quantità industriale, dall'altro
lato mi impedisce di vedere la grafica di questo gioco anche
nei suoi aspetti positivi (che rimangono molti, ribadiamolo),
o almeno me lo fa credere. Ed è questo che dà
fastidio.
Ho accennato precedentemente agli sfondi. Confermo che, per
il momento, i problemi di gestione delle texture in Play2
non sembra essere stato risolto. Gli sfondi risultano sempre
come distaccati dai personaggi, si vede nettamente una certa
differenza tra il dettaglio dei tre eroi o dei nemici e quello
dell'ambiente che li circonda. E, torno a ripetere, questo
non è un problema che affligge solo The B (anzi, nel
lavoro di Dream Factory si nota un po' meno) ma tutta o quasi
la produzione per Play2.
GIOCO
Ora
dimentichiamoci della grafica e delle sue incertezze. Anche
perché man mano che si gioca uno si assuefà
agli estetismi e si concentra solo e unicamente sul gameplay.
Ho parlato di The B come di un picchiaduro a scorrimento.
Non dovrebbe essere solo questo. Perché, nella migliore
tradizione Square, ci troviamo anche degli elementi RPG. Il
cui innesto però serve ad una cosa soltanto: aumentare
la longevità di un titolo che altrimenti vi durerebbe
un paio d'ore o poco più.
Per ogni personaggio avrete la possibilità di aumentare
le statistiche riguardanti la forza, la durata, la difesa
distribuendo i punti accumulati con l'uccisione dei vari nemici.
Inoltre potrete anche imparare determinate mosse speciali
sempre tramite l'accumulo di tali punti. I vostri alter ego
digitali inizieranno il gioco con un ranking, il G, per poi
salire man mano che raccogliete e distribuite punti fino al
livello A. Una volta che avrete completato un personaggio
in tutto diventerete di ranking S. Completando il gioco una
volta soltanto non riuscirete a portare uno solo dei vostri
personaggi oltre il livello D o C, per cui vi toccherà
finire The B più e più volte per avere il massimo
da ognuno dei vostri protagonisti. Ovviamente il livello dei
nemici aumenterà ogni volta che ricomincerete il titolo
da capo. Fine elementi RPG. Elementi picchiaduro ora.
Prima di ogni battaglia sarete chiamati a scegliere fra uno
dei tre ragazzi a vostra disposizione. Questa scelta influenzerà
in alcuni momenti del gioco lo svolgimento della storia e
sempre lo sviluppo del personaggio. Fatta la selezione si
comincia a menar le mani, e qui l'impostazione tradizionale
di The B viene fuori fin dai primi scontri. I quattro tasti
analogici del Dual Shock 2 vengono sfruttati per diversificare
le mosse (quindi premendo il tasto col cerchio piano avremo
un determinato colpo, premendolo forte ne otterremo un altro)
e per creare delle combinazioni di colpi di un certo tipo.
Quindi, anche se inizialmente giocare risulta molto semplice
ed intuitivo, ci vorrà qualche tempo per imparare a
dosare bene la forza sui tasti e così a sfruttare a
dovere le potenzialità di ogni personaggio. Annotazione
importante. Contrariamente a quanto avveniva nella stragrande
maggioranza dei picchia picchia a scorrimento, l'iterazione
con l'ambiente è nulla. Non esistono oggetti da raccogliere
per sfondare meglio i crani dei nemici, nemmeno le classiche
casse di legno che regolarmente si sfasciavano sui poveri
malcapitati. Tutto a mani nude. E non vi è neanche
la possibilità di rompere tavoli, sedie, vetrate, vasi
preziosi. Dirò di più: non si può menar
le mani in prossimità di un tavolo o di qualche altro
oggetto, potrete tirare calci e pugni solo vicino ai nemici.
Questo era da dire a chi si aspettava rivoluzioni da questo
The Bouncer. Niente rivoluzioni od innovazioni. Ciò
non toglie però che sia divertente. Si, perché
presa una attimo la mano col sistema di controllo e fatta
l'abitudine al Blur e alla mancanza di interazione con l'ambiente
che vi circonda, il titolo Dream Factory risulta estremamente
giocabile e coinvolgente, con un sistema di combattimenti
tutt'altro che affrettato o non valido come potrebbe a prima
vista sembrare. Il sistema di parata dei colpi ne è
la prova. Con la pressione di uno dei tasti dorsali del pad
il vostro personaggio si metterà in posizione di parata,
e attutirà ogni colpo che gli verrà sferrato
da un nemico posto di fronte a lui. Però, se decidete
per caso di restare immobili per ore ad attutire i colpi e
di lasciare i vostri compagni a fare il lavoro sporco... bè,
avrete una brutta sorpresa. Infatti dopo un certo periodo
di tempo in cui utilizzate il tasto di parata questo smetterà
di funzionare e resterete senza alcuna possibilità
di difesa. Altro fattore che aumenta di molto il coinvolgimento
è il sonoro.
AUDIO
DIGITALE
Il
lettore Dvd di Play2 dovrà pur servire a qualcosa,
no? Ed ecco che The B si presenta forte del supporto Dvd,
con un bel sonoro digitale 5.1, solo per i filmati però.
Non pensate che le scene di gioco siano in mono comunque,
gli effetti sonori dei vari colpi sono decisamente validi.
Altra caratteristica che ci offre il Dvd: la scelta della
lingua. Anche se il gioco è uscito in Giappone avrete
modo di selezionare l'inglese, sia per i dialoghi ( a proposito,
buono il doppiaggio) che per tutti i menù e i sottotitoli.
Giudizio estremamente positivo anche sulle musiche che, nonostante
siano di genere, risultano decisamente sopra la media con
due pezzi in particolare davvero belli. Se avete un bell'impianto
per il sonoro digitale, The B diventa un'esperienza da provare.
Valutiamo il tutto.
IN
CONCLUSIONE
Ero
indeciso nel valutare questo The bouncer, ero indeciso se
dare una connotazione fortmente negativa a questa recensione
o se salvarlo. Ho optato per la salvezza, perché in
fondo mi sono divertito, perché alla fin fine ho ritrovato
un genere che ho adorato nella mia gioventù di videogiocatore
e che credevo morto e sepolto. Intendiamoci, The B non è
un capolavoro, tutt'altro. Ha dei difetti grafici notevoli,
non si vede l'ombra di una rivoluzione (che noi sempre aspettiamo
con fiducia, vero Sony?), è corto. Giocherete a The
B per una settimana, due al massimo, poi diventerà
uno di quei giochi da far vedere agli amici o da giocare con
gli stessi una volta ogni tanto. E basta. In definitiva:
consigliato a chi ama i picchiaduro a scorrimento, a chi pensa
che la Square sia un'emanazione della Divinità, a chi
piacciono i giochi d'azione molto rapidi, con un bel look
e poco impegnativi. Chi vuole la rivoluzione deve ancora aspettare...
VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3
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