Lo
stavamo aspettando con impazienza, e dopo mesi passati a picchiar
duro sul Coin-Op, eccolo finalmente in tutto il suo splendore,
nella sua incarnazione più attesa: la versione per PS2. E
così, senza badare troppo al tempo che sembrava essersi fermato,
ci siamo ritrovati davanti alla confezione di Tekken 4, impazienti
di inserire il DVD nel diskray della console. E dopo la bellissima
intro in CG, è finalmente apparsa la schermata principale.
Un fremito, un impeto passionale e violento, e poi un istante
ancora per dare una veloce occhiata alle modalità disponibili,
selezionando infine la prima di queste, l'arcade mode, per
dare inizio alla nuova edizione del "The Iron Fist Tournament",
con un solo scopo nella mente, arrivare fino in fondo e vincere.
L'evoluzione della specie.
Nel
parlare di Tekken 4 è finalmente possibile ragionare in termini
di vero e proprio sequel (ciò che non era stato tekken tag),
ancorato a quell'idea di base che, sviluppata nel corso degli
anni, ha dato vita ad una saga fantastica. Pertanto non sarebbe
corretto pensare questo capitolo come un picchiaduro completamente
nuovo. Tekken 4 mantiene un concept di base idealmente simile
ai suoi predecessori, notevolmente potenziato da un punto
di vista strutturale, rinnovato grazie all'inserimento di
alcune novità nel sistema di controllo (ci riferiamo ad un
personaggio in particola modo), qualitativamente superbo,
implementato sotto ogni punto di vista e portato all'ennesima
potenza, per garantire un'esperienza di gioco unica e devastante.
Ci troviamo davanti all'ennesimo passo in avanti, una spinta
verso il futuro della saga, ma che riesce, attraverso determinate
sfumature, a mettere piacevolmente in evidenza quali siano
state le origini. Tekken 4 rappresenta l'evoluzione della
specie, secondo i più classici principi Darwiniani, ponendosi
nel panorama ludico attuale indiscutibilmente come uno dei
soggetti più adatti alla vita.
Il
mio ring è la strada…..e non solo
Una
delle principali innovazioni presenti in Tekken 4 è l'interazione
tra i combattenti ed ogni elemento dello scenario in cui si
svolge l'incontro, incluso il pubblico. Pertanto il proprio
alter ego virtuale potrà esibirsi in attacchi devastanti scaraventando
letteralmente su un muro l'avversario. Ma non solo, qualora
un combattente avesse la sfortuna di essere proiettato su
altri elementi del "ring" come colonne di pietra, cabine telefoniche
e quant'altro, queste si frantumeranno disperdendosi nell'ambiente
circostante, aumentando così il senso di spettacolarità del
colpo e del dolore provato dal povero malcapitato. Tra le
altre cose, l'impatto con tali elementi avrà ulteriori conseguenze
negative sulla barra di energia. Ma i programmatori sono voluti
andare oltre e nei combattimenti è stata addirittura contemplata
la possibilità di poter utilizzare i muri come trampolini
per spiccare il volo ed esibirsi in impressionanti colpi,
in perfetto stile Matrix. Ma non è tutto. Interazione con
il pubblico, dicevamo…. ebbene si, in Tekken 4 è stata contemplata
anche questa possibilità. Ad esempio, se in uno spazio aperto
dovesse capitare di rasentare gli spettatori, questi si allontaneranno
prontamente, riprendendo il loro tifo da ben altra posizione.
Se lo scontro dovesse invece avvenire in uno scenario chiuso,
il pubblico non esiterà a sorreggere l'avversario che verrà
spinto su di esso per poi "rilanciarlo" nel combattimento.
E qualora il giocatore venisse scaraventato con eccessiva
violenza sulle persone intorno, queste andranno al tappeto
a loro volta. Risulta pertanto evidente che le routine comportamentali
del pubblico dipenderanno di volta in volta dalla tipologia
dello scenario, con chicche coreografiche e dai risvolti mai
visti prima in un gioco del genere.
Sistema di controllo e giocabilità
Tutti gli elementi visti finora, oltre a svolgere una funzione
coreografica di sicuro effetto, aprono diverse nuove possibilità
circa il gameplay. E parlando di giocablità, "il beat'em up"
in questione rappresenta una vera e propria esperienza ludica.
Lascia ccomunque l'amaro in bocca il fatto che anche stavolta
i programmatori non abbiano voluto consentire il controllo
dei personaggi attraverso lo stick analogico, forse unico
vero neo del prodotto. Il sistema di controllo è quello di
sempre (appunto!!!), probabilmente il più razionale ed intuitivo
mai apparso in un picchiaduro. Ogni tasto corrisponde ad un
arto, quadrato e triangolo rispettivamente per il braccio
destro e sinistro, X e cerchio per gli arti inferiori corrispondenti.
In apertura parlavamo comunque di una novità di non poco conto.
Questa riguarda l'introduzione di un nuovo personaggio, Steve
Fox, abile boxer che, per la natura stessa delle sue tecniche,
non utilizzerà mai i calci (ma di certo non lesinerà sotto
l'aspetto "prese"). In questo caso la pressione dei tasti
usualmente adibiti per i calci provocherà una serie di utilissime
schivate e spostamenti che ci metteranno in condizione di
poter potare a segno, da nuova posizione, attacchi distruttivi
ai danni dell'avversario. La gamma delle mosse per ogni personaggio
è invece stata implementata con nuovi colpi, alcune prese
inedite e attraverso un'altrettanto inedita possibilità di
invertire velocemente le posizioni dei fighters, che ci permetterà
di afferrare la nostra nemesi e trascinarla dalla parte opposta
alla sua, con il suo conseguente disorientamento nonché momentanea
inibizione delle sue difese. Inoltre questo ci consentirà
di chiamarci fuori da situazioni di quasi completa incapacità
di reagire (per esempio quando veniamo chiusi in un angolo),
dandoci una via di fuga. Comunque non mancheranno altri elementi
di disturbo che, insieme a quanto già detto uniti a picchi
di velocità mai visti prima in Tekken, contribuiscono a dare
la sensazione del connubio perfetto tra tatticismo e frenesia.
Tekken 4 è infatti sia frenetico che tattico, e richiama nel
suo fruitore l'istinto primordiale alla sopravvivenza, dando
la possibilità di manifestarlo con alcune delle più spettacolari
arti di combattimento, realizzate, naturalmente, con l'ausilio
del motion capture. Inoltre, il campionario di mosse pro capite
per ogni giocatore supera in alcuni casi il picco delle centoquaranta,
dando la possibilità agli "hardcore gamers" di sbizzarrirsi
con i colpi più devastanti e spettacolari.
Modalità
di gioco
Uno
degli aspetti che hanno contribuito a rendere particolarmente
longevo ogni episodio di tekken è sempre stata la presenza
di diverse modalità di gioco. Tekken 4 non fa eccezione e
Namco voluto guarnire il menu principale con l'inserimento
di due nuove possibilità. A parte questo, lo spettro del menù
iniziale appare sostanzialmente simile alle precedenti incarnazioni
e che analizzeremo tra non molto. Pertanto la nostra scelta
potrà essere effettuata, opzioni a parte, tra ben dieci modalità
differenti differenti: Arcade, Time Attack, Versus Battle,
Team Battle, Survival, Training, Pratice, Tekken Force, Theatre
e Story. Di queste meritano un approfondimento particolare
il training ed il tekken force. I programmatori hanno voluto
offrire, con il training, una possibilità in più di allenamento
mettendo due giocatori in condizione di affrontarsi con un
quantitativo illimitato di energia. Pertanto sarà possibile
sperimentare con un amico tutte le mosse e le combo apprese
nel pratice mode. Il Tekken Force rappresenta invece un sostanziale
passo in avanti rispetto a Tekken 3. Questo, infatti, continua
a presentarsi come un picchiaduro a scorrimento, ma forte
di un gameplay migliorato e maggiormente accattivante. Inoltre
la telecamera dinanamica, con ripresa posteriore rispetto
al personaggio, riesce a garantire una maggior spettacolarità
nell'azione nonché un maggior controllo delle ambientazioni
3D in cui dovremo muoverci. Le altre modalità, invece, sono
praticamente identiche al passato, rese più interessanti dalla
giocabilità dell'intero prodotto. Non c'è molto da dire sulla
modalità story. Si tratta in pratica dell'arcade implementato
attraverso una storia iniziale attraverso la quale potremo
conoscere il backround del nostro personaggio.
Realizzazione Tecnica
Nemmeno sotto questo aspetto Tekken riesce a deludere. La realizzazione tecnica è eccellente. I modelli poligonali di tutti e venti i lottatori sono convincenti sotto ogni punto di vista. Il re-style subito per alcune delle vecchie conoscenze è a dir poco spettacolare (grandissimo Hworang con i capelli corti in canottiera e tuta militare o Paul senza gel.). Le animazioni sono fluide come l'acqua, ed il frame rate ancorato saldamente ai 60 fps. Il texture mapping è di pregevole fattura, e tanto le texture dei personaggi, quanto quelle delle ambientazioni, sono state migliorate rispetto alla versione Coin-Op, conferendo ai modelli poligonali un aspetto più realistico e massiccio (alcune strutture del coin op sembravano troppo "leggere"). Gli abiti sono realizzati con dovizia di particolari e molti di questi presentano squisiti ricami atti ad aumentarne il senso di realismo nonché quello meramente estetico. Anche gli abiti sono animati in maniera impeccabile, accordandosi con naturalezza ai movimenti dei personaggi. Le ambientazioni sono "costruite" e realizzate egregiamente ed alcune chicche, seppur un po' troppo artificiose, contribuiscono alla spettacolarità dell'immagine globale (come la realizzazione dell'acqua). Inoltre, l'intero comparto fa grafico fa uso di antialias a tutto a schermo, conferendo morbidezza e continuità all'immagine globale, seppur qualche lieve scalettatura risulta ancora presente, fattore decisamente perdonabile.
In conclusione
Cosa dire ancora? Tekken 4 è a dir poco fenomenale. Venti personaggi, non tutti disponibili fin dall'inizio, pronti a darsi battaglia all'ultimo respiro. La gameplay viaggia su altissimi livelli, il gioco è longevo più che mai, coadiuvato dalle diverse modalità tra cui continuiamo a ricordare il tekken force. In due è addirittura infinito, ma questa è ormai una frase ricorrente fin dal primo episodio. Uno dei migliori picchiaduro di sempre, in definitiva, che nel bene e nel male continua a mantenere inalterata la sua essenza originaria. la cui pecca più grande risiede nella tardiva pubblicazione della versione PAL, stimata grossomodo per il prossimo settembre.
·Alcune
chicche grafiche spettacolari, ma artificiose
· Mancato
uso dello stick analogico
VOTO
9
IMMAGINI
VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3
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