In
questo periodo i giochi di ruolo usciti per la nuova console
Sony non sono molti, e fra quei pochi esponenti è molto
difficile trovare qualcosa che si elevi al disopra della banalità.
Summoner
è un gioco piacevole e divertente, a cui certamente
non mancano i difetti, ma che si rivela essere uno dei migliori
GDR attualmente in commercio.
La
storia inizia quando il villaggio di Joseph, il protagonista,
viene attaccato mentre lui era solo un ragazzo. Grazie ai
suoi poteri, ovvero la capacità di evocare delle temibili
creature al proprio servizio, Joseph cerca di reagire, ma
la sua inesperienza fa sì che il villaggio vada completamente
distrutto. Da quel momento Joseph giura di non usare più
i suoi poteri e di dedicarsi ad una vita normale. Sfortunatamente
il sovrano del regno vicino mette su di lui una taglia, e
così Joseph è costretto a fuggire. Più
tardi scoprirà che una profezia annuncia la disfatta
del malvagio sovrano per mano dell'evocatore, e così,
fedele al proprio destino, parte alla ricerca dei quattro
anelli dell'evocazione per porre fine al regno di terrore.
La
storia, nonostante non sia gran che come originalità,
è sviluppata molto bene, ed è aiutata dalla
caratterizzazione dei personaggi: Joseph è continuamente
tormentato dal rimorso di aver distrutto il suo villaggio;
Flece, una ladra professionista, si unisce al gruppo solo
perché crede di trarre vantaggio dai poteri di Joseph;
Rosalind, aspirante sacerdotessa, è costretta ad aiutare
l'evocatore dai sommi sacerdoti a cui deve obbedire; infine
Jekhar, uno dei pochi sopravvissuti al massacro che Joseph
compì, vorrebbe addirittura ucciderlo, ma gli è
imposto dal re in persona di unirsi al gruppo.
Come
vedete i soliti avventurieri pieni di buon cuore fanno posto
a dei personaggi leggermente più reali.
Il
Gioco
Ma
passiamo al gioco in se stesso. La trama gira intorno ai quattro
anelli dell'evocazione, quelli che danno a Joseph il potere
di evocare le creature. Nella parte iniziale dell'avventura
dovrete appunto recuperarli, e una volta fatto dovrete potenziarli
per accedere alle evocazioni più potenti. In tutto
ci sono 16 evocazioni.
Ma
nel corso della vostra avventura avrete modo anche di allontanarvi
dalle sessioni di combattimento, e vi troverete di fronte
a enigmi ben costruiti e a divertentissimi punti in cui dovrete
nascondervi senza essere visti dalle guardie.
Particolarmente
curati i dialoghi, che non si rivelano assurdi e totalmente
inutili, e che si adattano perfettamente alla personalità
dell'interlocutore.
Giocabilità
Veniamo
ora al sistema di combattimento. I personaggi che controllerete
nel corso del gioco possono addirittura arrivare a cinque,
grazie alle simpatiche bestiole che Joseph è in grado
di evocare. Il vostro controllo sarà limitato ad una
persona alla volta, ma le altre eseguiranno comunque ciò
che desiderate grazie ad un apposito comando. Potrete anche
decidere di avventurarvi con un solo personaggio alla volta.
Naturalmente potrete passare da un personaggio ad un altro
in qualsiasi momento. Nel combattimento corpo a corpo dovrete
avere anche dei buoni riflessi, in quanto se premerete un
tasto nel momento in cui colpite il nemico, avrete diritto
ad un attacco bonus, e potrete andare avanti quasi senza far
muovere il nemico. Le magie sono molte e danno vita a degli
effetti abbastanza ben sviluppati. L'unico neo è che
gli oggetti magici, come pozioni o simili, sono praticamente
inutili, a meno che non stiate comandando un solo personaggio.
Per
quanto riguarda la longevità, il titolo si dimostra
validissimo: già il gioco in se tiene occupati per
molte ore, se si includono anche le missioni secondarie, che
sono moltissime e che, anche se si distaccano totalmente dalla
trama di fondo, sono divertenti e utili, si arriva davvero
a qualcosa di grandioso.
Grafica
e problemi vari
Ma
veniamo adesso alle dolenti note. Il difetto più grande
di questo gioco, e per altro molto notevole, è la grafica.
Sinceramente le capacità della PS2 non sono sfruttate
quasi per niente: a parte i personaggi principali, i molti
che sono di contorno hanno viso e mani piatte, e i loro movimenti
sono fastidiosamente innaturali. Molti personaggi che incontrerete
nella città sono uguali fra di loro.
Ma
ancor più notevole è lo smisurato effetto pop-up:
ad ogni passo una miriade di poligoni arriverà a coprire
lo sfondo prima esistente per costituire un pezzo di un palazzo
o di un albero. Il seccante effetto può essere notevolmente
ridimensionato se si imposta la visuale dall'alto, ma rimane
comunque un punto debole del gioco.
Un'altra
nota di demerito va senza dubbio fatta per i tempi di caricamento:
per entrare in una città o per passare da una zona
ad un'altra dei villaggi serve molto tempo, così come
nel caso di incontri casuali nella mappa.
Un
ultimo appunto da fare per quanto riguarda i lati negativi
è che la lingua non può essere cambiata, e quindi
i dialoghi sono totalmente in inglese.
Conclusioni
Non
mi sembra che a questo punto ci sia molto da dire, Summoner
è un titolo valido e piacevole, ma che senza dubbio
non verrà ricordato a lungo. Per i tempi che corrono
è un buon acquisto, ma verrà certamente distrutto
dai titoli futuri. Per gli appassionati di giochi di ruolo
si rivelerà ancor più divertente, ma non a le
carte sufficienti per diventare un must.
VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3
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