Kain
vive ancora. Lontano dalla portata della nostra micidiale
spada, egli vive. Nascosto negli oscuri meandri del tempo,
fuggito alla nostra ira, codardo di fronte alla morte. Ma
il tempo passa, e la morte arriva per tutti. Anche per Kain…
A suo tempo -nell'epoca d'oro della grigia Psx- Soul Reaver
ci regalò ore di divertimento ed emozioni, immersi nel buio
regno di Nosgoth, lasciandoci però con l'amaro in bocca grazie
al suo strano finale, che invece di concludere la vicenda,
rimandava spudoratamente ad un futuro sequel, prossimo o meno.
E il seguito non è stato prossimo affatto: solo adesso, passati
tre anni e arrivata la console della "nuova generazione",
Raziel ritorna per prendersi la sua vendetta.
La storia com'era, e
come sarà
L'intricata
e splendida trama di Soul Reaver 2, aggiunge un nuovo capitolo
alla già complessa storia del regno di Nosgoth. Per chi non
lo sapesse, la scaturigine dei fatali eventi ebbe luogo molto
tempo addietro, quando ancora Nosgoth viveva in pace, controllata
dal cerchio dei nove. Ad ognuno dei nove stregoni che formavano
il cerchio era stato affidato il compito di proteggere uno
dei pilastri, che contribuivano a rafforzare e salvaguardare
l'incantata terra. Quando la corruzione prese il sopravvento
fra i guardiani, in seguito alla brutale uccisione di Ariel,
Nosgoth precipitò in un periodo oscuro.
Kain, eletto come nuovo guardiano del pilastro dell'equilibrio,
fu barbaricamente ucciso, e risorse come vampiro per mano
di Mortanius, malvagio negromante. A seguito della violenta
crociata che l'ordine religioso dei Serafan intraprese contro
i vampiri, Kain rimase l'ultimo esponente della sua razza.
Sacrificandosi, Kain avrebbe fatto rinascere nuovi guardiani,
e salvato Nosgoth, ma nel contempo avrebbe condannato la stirpe
dei vampiri alla totale estinzione. Di fronte alla scelta
che gli si prospettò dinanzi, Kain optò per la vita, relegando
Nosgoth al suo spiacevole destino, ma salvando la razza che
personalmente considerava quasi divina. Per rafforzare il
suo oscuro regno, Kain resuscitò come suoi luogotenenti i
combattenti più valorosi dei Sarafan, morti misteriosamente
qualche anno prima. Raziel si trovava fra essi. E la sua sorte
non fu fra le migliori. Quando ebbe l'impudenza di superare
il suo sire, di evolversi più velocemente di lui, arrivando
ad avere un paio di fantastiche ali; Raziel fu gettato nel
vortice delle anime, condannato a millenni di profondo delirio,
obbligato a soffrire per l'eternità. Ma qualcuno, una strana
entità, resuscitò Raziel come suo personale mietitore d'anime,
come futuro uccisore di Kain e portatore dell'antico ordine
cosmico. La crociata personale che Raziel intraprese si concluse
(o meglio: non si concluse), con la fuga di Kain attraverso
la camera di tessitura del tempo, diretto verso non si sa
quale epoca.
Da qui la storia riparte, si evolve, si dipana. La trama del
nuovo capitolo sembra far chiarezza su molti misteri e nel
frattempo ne fa sorgere altri. Sicuramente non di semplice
comprensione (leggerete i dialoghi parecchie volte, prima
di coglierne il senso corretto), il racconto di paradossi
temporali prende vita sotto i nostri occhi, arricchito di
misteri e tradimenti, con il preciso intento, peraltro pienamente
raggiunto, di confonderci e tenerci sulle spine fino al vorticoso
finale, splendido ed emozionante, che ricorderete per molto
tempo. Mentre però un cerchio si chiude, altri ne vengono
aperti. Misteriosi vocaboli giungono al nostro orecchi durante
l'estasi delle rivelazioni che ci vengono fatte, e tutto si
conclude, nuovamente, in un rimando al terzo capitolo, oscuro
come le nascoste verità che ancora dovremo scoprire.
Forge, piani esistenziali
e teste che cadono
Al
di là della trama, raccontata con immensa maestria e dispensata
con cura, analizziamo il gameplay.
Fondamentalmente il sistema di gioco rimane fedele a quello
del primo capitolo.
La capacita di Raziel, vampiro nel mondo materiale e contemporaneamente
essenza spirituale, di spostarsi nei due piani di esistenza,
è ancora fonte di diversi enigmi. Il cambiamento di essenza,
l'entrata nel piano spirituale, provoca notevoli mutazioni
nel territorio circostante, creando una deformata realtà immersa
nel blu dell'abisso, permettendovi così di raggiungere punti
altrimenti inarrivabili. Allo stesso modo potrete attraversare
i cancelli, grazie all'abilità che il vostro fratello Melchia
vi donò nel primo capitolo. Resta il fatto che interagire
con gli elementi che troverete sulla vostra strada, e quindi
spostare blocchi o attivare interruttori, vi sarà possibile
solo quando vi troverete nel piano materiale. Questo vi costringerà
spesso a lunghe passeggiate nel "regno dei morti" alla ricerca
di un portale di transizione che vi permetta nuovamente il
passaggio nel mondo materiale.
Leggermente diversa è la gestione della mietitrice d'anime,
la potente Soul Reaver, vostra fedele spada, legata a Raziel
nel mondo spettrale. Durante le prime battute della storia
l'essenza della spada vampirica incontrerà la sua controparte
reale, fondendosi con lei. Questo vi permetterà di utilizzare
la mietitrice anche nel regno materiale, ponendo sempre la
dovuta attenzione a non sfruttarla per troppo tempo, pena
il risveglio della sua voracità, della sua voglia d'anime,
che si riverserà su di voi.
Per questo spesso dovrete utilizzare armi occasionali o combattere
ad "artigli" nudi. I cruenti combattimenti vi riempiranno
di gioia, grazie all'introduzione di mosse speciali, che permetteranno,
in pieno stile da vampiro, di affogare gli avversari nel loro
stesso sangue, tormentandoli di fendenti, per poi finirli,
impalandoli, incenerendoli, o più spesso mozzandogli la testa.
Dal corpo esangue degli avversari scaturirà la loro anima,
preziosa fonte di nutrimento per Raziel, che potrà così mantenere
viva la sua esistenza materiale.
Nel secondo capitolo sono state introdotte anche delle forge
elementali per impregnare la Soul Reaver. Vi imbatterete quasi
subito nella prima forgia, quella dell'oscurità, e risolta
una serie di complessi enigmi, forgerete finalmente la vostra
spada, che acquisirà abilità particolari. Quattro sono le
forge che incontrerete durante il gioco, e i poteri elementali
della Soul reaver saranno di fondamentale importanza per il
proseguire dell'avventura.
Tecnicamente
Splendido.
Semplicemente splendido. La grafica di gioco è un'estasi di
bellezza. L'emozione nel vedere per la prima volta gli ambienti
esterni, realizzati magistralmente, ottimamente "goticheggianti",
nel delirio di perfetti modelli poligonali è unica. Il piacere
di osservare la bellezza dell'acqua, il discreto utilizzo
di fogging per ricreare l'umido pulviscolo ai piedi delle
cascate. La concreta convinzione che l'anti-aliasing non sia
più un mistero per gli sviluppatori. A prima vista il gioco
è davvero ottimo. Alcune ambientazioni non risentono di niente,
sono quasi perfette.
Ma l'emozione iniziale è smorzata appena nel notare alcune
texture piatte, non propriamente scelte. Avvertire poi una
imprecisione nelle collisioni fra poligoni, per cui spesso
le armi entrano nelle pareti, o i piedi di Raziel svaniscono
nel salire una scalinata, affievolisce ancora di più lo stupore.
Tuttavia tecnicamente Soul Reaver 2 rimane un buon titolo.
Anche nella creazione dei personaggi la cura è maniacale,
soprattutto per quanto riguarda Raziel, ma l'anti-aliasing
è usato leggermente peggio. L'utilizzo del Morphing per far
muovere la bocca dei personaggi è di discreto livello, soprattutto
per quanto riguarda i vampiri, ma rimane un po' innaturale
nel personaggio di Moebius, il tessitore del tempo.
Le animazioni dei personaggi sono fluide e realistiche (per
quanto possa essere realistico il movimento di un vampiro),
ma rimangono nella media.
Il sonoro è adeguato e vanta di otto brani splendidamente
selezionati, che ricreano l'atmosfera in modo perfetto.
Troppa linearità?
Un
titolo che è ottimo per quanto riguarda giocabilità e trama,
buono per quanto riguarda la grafica, viene in parte corroso
da alcuni difetti notevoli. Primo fra tutti la longevità.
Terminare il gioco è cosa semplice, ed in media si impiegano
non più di dieci ore. Emozionante, certo, ma breve. E altro
elemento di cui si sente la mancanza sono le digressioni che
rafforzavano il primo episodio. Dimenticatevi le folli sessioni
alla ricerca dei glifi, alla volta della nascosta forgia del
fuoco (anticipazione facoltativa di quello che poi è divenuto
obbligatorio), per il solo gusto di terminare il gioco nella
sua interezza, potenziando il nostro vampiro fino in fondo.
Molto fra gli appassionati della serie si lamenteranno della
troppa linearità del titolo, tristi nel veder sparire la quasi
assoluta libertà data al giocatore nel precedente capitolo,
e trovandosi di fronte a passaggi obbligatori, e ad una via
fin troppo stretta.
Ci vediamo alla prossima
Sinceramente
non saprei come considerare Soul Reaver 2. La realizzazione
di un terzo capitolo è palese, non è escluso che sia già in
progettazione. Forse il gioco si presenta come un titolo di
transizione, per indirizzare il giocatore verso un nuovo episodio
già avviato, con un personaggio forte delle abilità acquistate
durante quest'avventura, vista l'obbligatorietà della loro
acquisizione. Forse gli sviluppatori hanno definitivamente
deciso di cambiare progressivamente la linea del gioco.
Solo col tempo, magari con l'uscita di Blood Omen 2, potremo far più chiarezza sull'argomento.
Per adesso dobbiamo limitarci a giocare un titolo che rimane molto valido, sotto molti aspetti, forte di una trama eccezionale. Per gli appassionati della serie, l'acquisto è quasi obbligatorio. Perdersi solo una parte delle vicende della storia di Raziel significa non goderne appieno, e rovinarsi anche gli eventuali (ormai quasi certi) seguiti. Ottimo titolo anche per chi si avvicina adesso al mondo di Nosgoth, minato da pochi difetti.
VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3
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