Shaun
Palmer: per molti una leggenda. Per alcuni un esaltato. Di
fatto una persona con un notevole potenziale atletico e così
eclettico da riuscire ad imporsi in ogni sport in cui decide
di cimentarsi.
Segni particolari: ama lo sport e le cadillac, è un folle
spericolato, porta il suo nome tatuato sull'addome, è uno
snowboarder strepitoso e finalmente può fregiarsi di un gioco
a lui dedicato.
Gelo
tagliente e neve soffice come la neve
La
prima cosa che risalta all'occhio di questo gioco è la fine
realizzazione tecnica, eccellente sotto molti punti di vista.
Se infatti da una parte lasciano un po' a desiderare le geometrie
dei personaggi (realizzati discretamente ma niente più) dall'altra
è possibile apprezzare la veste grafica nella sua totalità.
Infatti questo titolo arriva nei negozi forte di una cura
notevole sotto il profilo cosmetico. Le ambientazioni sono
ricche di particolari e tutto quello che c'è su schermo riesce
a dare una resa realistica dei paesaggi montani nei quali
si trovano degli impianti sciistici. Durante la discesa sarà
possibile ammirare funivie e seggiovie con i relativi "capolinea"
nonché una varietà di altre costruzioni tra cui chalet ed
alberghi. Ad aggiungersi a questi ci sono un notevole numero
di altri elementi come staccionate, scalinate, rampe, tavolini,
sedie, tubi idraulici, ringhiere, tralicci dell'alta tensione,
strutture in metallo, gazebi ed altro ancora. Quindi, senza
continuare l'elenco, possiamo dire che sicuramente gli sviluppatori
non hanno lesinato sotto il punto di vista dei particolari,
anzi, ne hanno fatto un uso copioso e sicuramente ben oltre
quello che accade in altre produzioni del genere (SSX
tricky ad esempio). La conformazione delle ambientazioni
è complessivamente molto buona ed anche questa è stata realizzata
in virtù di un forte realismo grafico. Grande cura è stata
riposta anche nella realizzazione del manto nevoso, ottimamente
riproposto e del quale sono presenti un discreto numero di
versioni (neve fresca, ghiacciata, battuta etc). Le texture
sono caratterizzate da dei colori tenui, pastello e mai sgargianti
(al contrario di SSX Tricky). Questo potrebbe insospettire
qualcuno ma in realtà anche questa scelta è stata dettata
dalla volontà di realizzare un gioco che si avvicinasse il
più possibile alla realtà ed il risultato finale, anche in
questo caso, è davvero lodevole. Inoltre un encomio particolare
va per la scelta di utilizzare delle texture piene di imperfezioni
volute, al fine di aumentarne il realismo. Per ciò che concerne
le animazioni dei boarders non possiamo non ammirale per realismo
e fluidità. Ogni atleta ha a sua disposizione oltre settanta
acrobazie e tutte si evidenziano per plasticità e voluttuosità.
I boarders si muovono con eleganza girando, schivando ostacoli,
lanciandosi in evoluzioni spettacolari per poi riuscire ad
atterrare nel modo migliore (cosa non sempre scontata). Le
animazioni della neve sono semplicemente eccezionali. Gli
sprite si muovono su video fluidi e veloci ed in base alla
tipologia di manto su cui ci troviamo l'animazione avrà delle
caratteristiche differenti. Altra chicca davvero apprezzata
sono le animazioni degli abiti dei boarder. Queste è sono
state realizzate mediante l'utilizzo di un filtro di disturbo
atto a simulare, appunto, il movimento repentino (e serpentino)
degli abiti durante la discesa. Altra "nota" positiva sono
i brani musicali, tutti rock, eccellenti ed adatti al tipo
di gioco per stile e ritmo. Gli effetti non sono da meno ma
nonostante la loro qualità purtroppo non si evidenziano per
la quantità, fatto di per se biasimabile se si considera l'alto
numero di strutture presenti e con le quale l'atleta può interagire.
Ad ogni modo l'intero comparto tecnico di SPPS è molto, molto
buono anche se ci duole segnalare la mancanza di antialias
e pertanto l'immagine complessiva appare sempre un po' sporca
e diverse "scalettature" fastidiose. Altro aspetto negativo
è l'eccessiva diminuzione del frame rate nel gioco in doppio
mediante split screen.
Gameplay
Se
c'è una cosa in cui SPPS emerge al di sopra degli altri aspetti
positivi è la giocabilità. Questo titolo è infatti caratterizzato
da un sistema di controllo eccellente, sistema che per altro
utilizza anche il suo gemello da strada THPS3.
Lanciarsi nelle piste innevate è davvero affascinante e divertente
e la voglia di cimentarsi in trick sempre più difficili è
incentivata dall'eccezionale controllo che abbiamo sul nostro
alter ego virtuale attraverso il joypad di PS2. I controlli
sono razionali e ben distribuiti e mentre il tasto "quadrato"
servirà per dar vita ad una acrobazia, quest'ultima sarà interamente
controllabile attraverso lo stick analogico ed eventualmente
la pressione del tasto "cerchio" per rendere il trick ancora
più spettacolare. Grindare poi non è mai stato così divertente.
Premendo il tasto "triangolo", infatti, potremo grindare praticamente
dappertutto (cavi, tetti, tubi, ringhiere, parapetti, macchine
etc.) ma non solo. Mentre stiamo per giungere su una rampa
se premeremo il tasto del grind al momento giusto vedremo
il nostro boarder attaccarsi sul ciglio con una mano e esibirsi
in una spettacolare verticale. Inoltre la giocabilità è resa
ancor più valida grazie anche all'implementazione del senso
di libertà già notevole per mezzo della possibilità non essere
legati ad un percorso specifico ma di poter girovagare nell'ambientazione
praticamente come vogliamo. Infatti non c'è una pista lungo
la quale scendere ma l'intero luogo è caratterizzato da più
impianti e piste ce si incrociano tra di loro così come accade
in una vera località sciistica. Insomma, SPPS si evidenzia
per una notevole giocabilità e spesso vi ritroverete a scendere
lungo le piste non per raggiungere uno degli obiettivi proposti
ma semplicemente perché è divertente farlo.
Struttura
di gioco e longevità
longevità
Ed eccoci giunti all'unico vero neo di questo titolo che ne
mina pesantemente il giudizio finale. SPPS ha una struttura
di gioco troppo simile con Tony
Hawk's Pro Skater 3 e nonostante questa struttura sia
la carta vincente per quest'ultimo, purtroppo affligge in
senso negativo la controparte alpina. Durante il gioco infatti
verremo dovremo raggiungere una serie di obbiettivi (recuperare
degli item particolari, saltare un lago, distruggere degli
oggetti, fare delle acrobazie davanti a dei fotografi, mostrare
il fondo della nostra tavola con una acrobazia a degli spettatori,
raggiungere un particolare punteggio etc.) avendo a disposizione
una limitato quantità di tempo. Ogni obiettivo raggiunto comporterà
l'ottenimento di uno sponsor e gli sponsor sono necessari
per sbloccare le locazioni successive. Detta così potrebbe
sembrare anche divertente ed in parte lo è. Il problema è
che mentre in un gioco come THPS3 possiamo muoverci praticamente
in tutte le direzioni, in Shaun Palmer bisogna scendere lungo
piste innevate. Questo si rivela particolarmente in antitesi
con il concetto di dover esplorare scrupolosamente le ambientazioni
per individuare i vari obiettivi da portare a termine. Infatti
il conseguire l'obbiettivo di per se non è impossibile e si
rivela anche appagante ma l'individuazione della maggior parte
di questi richiederà un attenta ricerca limita il concetto
di scendere a velocità elevate giù per una montagna . È vero,
l'esplorazione è coadiuvata da una serie di mezzi dislocati
lungo i percorsi e con i quali potremo risalire la discesa
parzialmente o fino alla sommità. Ad ogni modo resta il tempo
a limitarci pesantemente e quindi, spesso, l'individuazione
di determinati item ed obbiettivi potrebbe risultare frustrante.
Inoltre il raggiungimento di alcuni di questi richiede l'aver
implementato le caratteristiche del boarder e questo è a sua
volta possibile solo attraverso il raggiungimento degli altri
obiettivi (in termini numerici). Per tanto, nonostante la
struttura di gioco potrebbe essere considerata soggettivamente
valida, da un punto di vista oggettivo agisce come pesante
limitazione alle potenzialità di questo prodotto così come
in parte ne limita la longevità. Infatti tale questione rappresenta
il motivo principale dell'eventuale perdita di interesse nei
confronti del gioco e questo nonostante il numero degli atleti
(dieci boarders), il numero delle tavole (sei per ogni atleta)
ed il numero dei percorsi (otto differenti).
Conclusioni
Shaun palmer's Pro Snow Boarder è complessivamente un titolo discreto. Il notevole comparto tecnico e l'eccezionale giocabilità lo rendono sotto questi aspetti un titolo superiore alle altre produzioni del genere (a parte THPS3). La pecca sostanziale dell'intero prodotto risiede nella struttura di gioco, praticamente identica nel concept al già citato THPS3. Infatti tale struttura ci è parsa molto poco indicata per un titolo del genere o comunque sarebbe stata forse più appropriata ponendo degli obbiettivi differenti ed eliminando il fattore tempo (magari aggiungibile solo in particolari casi). Ma è inutile disquisire su come sarebbe potuto essere il gioco ma non è. Di fatto Shaun Palmer's Pro Snowboarder si pone oggettivamente al di sotto di SSX tricky, e questo nonostante il suo maggior realismo, una realizzazione tecnica superiore e la sua giocabilità altrettanto valida. Tuttavia alcuni (forse meno) potrebbero trovarlo un acquisto molto valido e complessivamente superiore al titolo di EA sport. In consiglio è pertanto quello di poter provare il gioco prima dell'acquisto, se possibile. Ad ogni modo se ritenete la struttura di gioco potenzialmente valida vi esorto caldamente a rivolgere la vostra attenzione a Tony Hawk's Pro Skater 3, sicuramente molto più divertente ed uno dei migliori titoli attualmente i circolazione.
·Lo scovare
alcuni obiettivi risulta spesso in antitesi con lo snowboarding
VOTO
7,2
IMMAGINI
VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3
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