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Recensione
Shadow of Memories a cura di ByM
 
 
 

TITOLO

Shadow of Memories

SVILUPPATORE

KCET

PRODUTTORE

Konami

PERIFERICHE

Dual Shock 2, Memory Card 2

GENERE

Avventura

N GIOCATORI: 1
VERSIONE

PAL

LINGUA Italiano

Introduzione

Shadow of Memories è sicuramente un'avventura atipica. Non ci sono zombi da massacrare, alieni da sterminare, terroristi da eliminare, vampiri da impalare o tombe egizie da esplorare. Come se non bastasse il borgo tedesco in cui si svolge la vicenda è sicuramente più accogliente di una cittadina nebbiosa di nostra conoscenza. Pensate che noia sarebbe se il protagonista non disponesse di un aggeggio con cui viaggiare nel tempo...

La Trama

Il protagonista del gioco, Eike Kusch, durante una lieta passeggiata in un tiepido pomeriggio primaverile viene improvvisamente pugnalato alla schiena. Il nostro giovane (e morto) amico si risveglia in un luogo, fuori dallo spazio e dal tempo, in cui fa la conoscenza dell'Homunculus, creatura ambigua e affascinante, che gli propone di tornare in vita e gli offre addirittura un digipad, macchinario che permette di spostarsi sulla linea temporale in luoghi e periodi che hanno in qualche modo a che fare con chi lo utilizza e può essere quindi utile a Eike per prevenire la sua dipartita. Il giovane, nonostante qualche iniziale dubbio "Faustiano", decide di accettare. Tornato a peggior vita, Kusch si reca da una enigmatica veggente che, oltre a predirgli l'ora precisa della sua morte, dimostra di essere a conoscenza della sua condizione di "resuscitato". A questo punto al protagonista (e a noi) frullano nella testa mille domande: chi è il mio assassino? Perchè l'Homunculus mi sta aiutando? Qual è la vera identita della maga? Solo portando a termine il gioco più volte si potrà rispondere a questi e a tanti altri interrogativi...

Il Gioco

Lo scopo del gioco è dunque quello di sventare gli svariati attentati che l'assassino porterà alla nostra persona e, intanto, cercare di capire di chi si tratta in modo da concludere una volta per tutte questa spiacevole persecuzione. I mezzi a nostra disposizione sono oggetti di uso comune reperibili nelle varie locazioni, una buona capacità dialettica e naturalmente il digipad, fondamentale per trasportarci indietro nel tempo di qualche ora, giorno, anno o secolo (sì, avete capito bene) a seconda delle situazioni. Nel presente non bisogna preoccuparsi di morire, l'Homunculus prevvederà a resuscitarci (e a schernirci), ma la situazione si fa più complessa nel passato, dove sarà necessario non creare paradossi temporali (ad esempio entrando a contatto con il proprio io o rimanendo in un altro tempo dopo il momento della propria dipartita). Con così poche azioni eseguibili, il sistema di controllo non può che essere puntuale e preciso: particolarmente gradita la possibilità di gestire manualmente la telecamera virtuale e di richiamare in qualsiasi momento la mappa della città, utilissima per evitare di perdersi negli stretti vicoli del borgo. Unica nota negativa sul sistema di gioco è la poca interagibilità con gli sfondi, che limita di fatto l'elemento esplorativo. Se inizialmente la trama appare piuttosto lineare, ben presto ci si rende conto che oltre alla vicenda principale esistono parecchie storie secondarie in cui si può intervenire e che molte delle situazioni proposte possono essere affrontate in varie maniere. Terminato infatti il gioco una prima volta (pratica non troppo complessa, vista la relativa brevità della storia e la non estrema difficoltà degli enigmi) verrà rilasciata una scheda sul nostro operato e si scoprirà di avere ottenuto una percentuale realizzativa inferiore al 50%. Il segreto della longevità nel titolo Konami è quindi la rigiocabilità, inculcata nel giocatore grazie all'intrigante e intelligente trama, capace di sfociare in finali multipli (per ora ne ho trovati 8) molto diversi tra loro e che snocciolano con parsimonia le risposte ai nostri iniziali quesiti, lasciando sempre un'ombra di mistero. Anche l'aspetto tecnico di SoM può considerarsi soddisfacente. Gli scenari, pur afflitti da qualche sporadico problema di deformazione delle texture e clipping, vantano un buon dettaglio, soprattutto per quanto riguarda le locazioni interne, e sono arricchiti da effetti climatici di sicuro effetto. Resta comunque qualche perplessità per l'utilizzo di texture non sempre all'altezza della situazione. I personaggi, pur non essendo composti da un numero spropositato di poligoni, sono realizzati con gradevole stile (che ricorda il manga) e sono caratterizzati da animazione molto curate, in particolare quelle facciali, in grado di donare notevole espressività. Una vera chicca è l'uso del colore: se nei tempi moderni il cromatismo è classico, nelle locazioni all'inizio del secolo tutto è in bianco e nero, mentre in quelle del medioevo le tinte sono di quel bruno sbiadito tipico dei disegni dell'epoca. Fortunatamente la splendida e arcana atmosfera del gioco non è tradita dall'accompagnamento sonoro: le musiche sono azzeccatissime e anche gli effetti sono adeguati, escludendone qualcuno. Generalmente di buon livello anche il doppiaggio (in inglese) degli attori.

CONCLUSIONI

Concludendo, Shadow of Memories è un gioco che non piacerà senz'altro a tutti, ma grazie a una trama meravigliosa, a una struttura originale e a una realizzaione tecnica solida, può considerarsi una piccola gemma nel panorama videoludico di PS2.

ByM

 
PRO

- Splendida Trama

- Decisamnete originale

 
CONTRO

- Graficamente non impressionante

- Non è un gioco per tutti

 

GRAFICA

82

MUSICHE

90

SONORO

83

GIOCABILITA

84

LONGEVITA'

88

TECNICA

83

INNOVAZIONE

91

GLOBALE

85

 

IMMAGINI

 
 
 

 

   

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