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NBA2K1
è il re delle simulazioni di basket. Tutti gli altri giochi
basati su questo sport usciti in questi ultimi anni, non si
sono rivelati per niente all'altezza, un po' per demeriti
propri e un po' perché raggiungere il livello di un titolo
come NBA2K1 non è una cosa facilissima. Per rendere l'idea,
il titolo Sega lo si può paragonare a Winning Eleven. Di giochi
di calcio validi ne sono usciti e ne continueranno a uscire,
ma di fronte a sua maestà Winning Eleven, si sa, c'è poco
da fare. Il titolo Konami presenta un'eccellente giocabilità
e un divertimento che nessun'altro è in grado di regalare,
da ciò consegue che ogni volta che arriva un nuovo gioco di
calcio, l'accoglienza non è proprio delle migliori, visto
che il confronto risulta inevitabile e si finisce con l'abbandono
immediato di esso e si ritorna felici e contenti a giocare
col titolo dei Kcet. E questo è il destino riservato anche
ai giochi di pallacanestro, destino che li porta allo scontro
con NBA2K1, scontro dal quale escono, come prevedibile, con
le ossa rotte. Da questo destino avverso viene colpito anche
ESPN NBA 2Night. Come avrete intuito dal voto finale e dal
mio "tergiversare" a parlare del gioco vero e proprio, NBA
2Night non solo non si rivela all'altezza della serie sportiva
della Sega, ma non gli si avvicina neanche un po'. Visto che
la casa che produce il gioco è la Konami, molti si aspettavano
di trovarsi di fronte ad un ottimo titolo, ma allora perché
le cose non sono andate poì così bene? Semplice, basta guardare
chi ha avuto il compito di sviluppare il gioco, e cioè i KCEO,
responsabili anche del mediocre ISS uscito al lancio della
console in Europa e finito ben presto nel dimenticatoio. La
mia potrebbe sembrare un'accusa o una voglia di umiliare questo
team di sviluppo, ma non è così. Se per alcuni i KCEO, da
come li ho descritti, possono sembrare degli inetti, per quelli
più "anziani" e per quelli che hanno un N64, sanno bene che
loro sono i responsabili della bellissima serie calcistica
ISS nata prima su Snes e in seguito dirottata, appunto, sull'N64.
I titoli basati su questa serie e usciti sulle ultime 2 console
commercializzate da Nintendo, erano delle perle di giocabilità
e di grafica. C'era una cosa cmq che li distingueva dai loro
cugini (i Kcet per chi non lo avesse capito). L'immediatezza,
la spettacolarità e l'atmosfera che si respirava durante le
partite. Nonostante era possibile scegliere un gran numero
di diverse strategie da adottare in campo, diverse formazioni,
elaborare tattiche e cose del genere da far sembrare il tutto
una simulazione, una volta scesi in campo, il gioco si tramutava
in un semplice ma divertente e spettacolare arcade. L'atmosfera
veniva procurata da diverse cose che rendevano la partita
più "vera" come il lancio della monetina prima dell'avvio
della gara per decidere a chi assegnare il calcio d'inizio
e la scelta del campo, le sostituzioni che venivano effettuate
con la presenza del quarto uomo ecc. Adesso, non chiedetemi
da cosa deriva il fatto che i KCEO sfornino solo titolo di
qualità mediocre/discreta, dopo che son passati a sviluppare
su Ps2 perché non saprei proprio cosa dire. Ma il loro stile
è cmq inconfondibile. In ISS già si è visto quanti particolari
simulativi erano presenti (naturalmente mi riferisco sempre
a tutto ciò che non ha nulla a che fare con quello che succedeva
durante le partite), a partire dalle tattiche per finire al
numero delle mosse effettuabili in campo. Peccato però, che
quando s'iniziava a giocare veramente, bastava imparare qualche
comando e vincere diventava un'impresa abbastanza facile.
E neanche l'atmosfera era stata ricreata tanto bene. Arriviamo
quindi ad NBA 2Night (finalmente!! Direte voi ;) ) e riconosciamo
anche qui lo stile di questo gruppo sviluppatore. Mi duole
dirlo, ma i presupposti per un capolavoro c'erano tutti. Potete
rendervene conto adesso che vi descrivo le varie caratteristiche
del gioco e le diverse opzioni che sono messe a diposizione.
Innanzitutto è possibile scegliere 4 diversi livelli di difficoltà:
easy, medium, hard e custom. A seconda della scelta (tralascio
l'opzione custom visto che questa permette di configurare
ogni paramtero a piacimento), le modifiche variano dal numero
di regole attive (se sceglierete la modalità easy la maggior
parte di esse saranno disattivate) fino al livello dell'IA
del computer. Infatti scegliendo per esempio di giocare al
grado più basso di difficoltà, più che giocare contro un avversario
comandato dal computer vi ritroverete con degli zombie con
lo sguardo perso nel vuoto. Inoltre, ho avuto la sensazione
che a seconda della scelta fatta tra easy, medium e hard,
cambia anche la percentuale di probabilità che si ha di segnare
un canestro. Per esempio, a livello hard, il computer ad ogni
suo tiro, ha un'alta probabilità di segnare, mentre noi una
decisamente più bassa. A livello easy invece, è tutto il contrario
di quello detto prima. Passando al resto, il menù principale,
oltre a presentare un editor davvero completo, che permette
di agire su un numero spropositato di parametri e di configurare
praticamente quasi ogni cosa, ci da l'opportunità di scegliere
il tipo di competizione che vogliamo affrontare: amichevole,
per fare un po' di allenamento; season, in pratica il campionato
dell'NBA; playoff, per i più sfaticati che vogliono saltare
la regular season e passare direttamente alla fase finale
del campionato. Avrei gradito la presenza di altre competizioni
come ad esempio una modalità season ma con la possibiltà di
fare una carriera vera e propria, oppure le competizioni internazionali
come le olimpiadi, la coppa del mondo ecc. e quindi con l'inclusione
delle nazionali o ancora qualche altro torneo con le squadre
del campionato statunitense di basket. Dopo che cmq abbiamo
effettuato la nostra scelta, decidiamo quale squadra guidare
(inutile dire che la soddisfazione di portare alla vittoria
finale una squadra come i Denver Nuggets è decisamente maggiore
rispetto ad una più blasonata come i Lakers) ed eccoci catapultati
nel vivo del torneo. Come vi ho già detto, i KCEO si distinguono
sempre per l'incredibile numero di opzioni che inseriscono
nei loro giochi, e infatti, ecco che tra le azioni possibile
da fare, troviamo quella ci permette di vendere e comprare
giocatori, per la gioa di chi non disprezza quel pizzico di
managerialità. Oltre a questo, come i giochi EA, dove la presenza
delle statistiche più disparate la fa da padrone, ecco tutte
le varie classifiche dei marcatori, dei giocatori col maggior
numero di rimbalzi raccolti e così via. Proprio come una vera
simulazione. Ma passiamo a quella che rappresenta il fulcro
del gioco, la partita. Preciso che il gioco da la possibilità
di vedere la partita senza che noi tocchiamo il joypad e il
tutto viene gestito dal computer oppure per chi non vuole
affrontare tutte le partite della stagione regolare sia da
giocatore che da osservatore, può semplicemente vedere il
risulato finale della partita direttamente. Bene, andando
a parlare adesso della partita, prima di scendere sul parquet,
scegliamo la formazione, le tattiche e strategie varie e finalmente
siamo pronti per la gara. Prima dell'inizio vero e proprio,
c'è tutto uno spettacolo che in teoria sarebbe coreografico,
ma che in realtà m'ha dato solo tristezza. Praticamente il
nostro gruppo di giocatori è posizionato vicino alla panchina
della nostra squadra, gli avversari nella loro. I giocatori
sono tutti raggruppati assieme, e ad uno ad uno si staccano
dal gruppo per essere ripresi dalla telecamera e ci fanno
un bel saluto. Ma che è, un telefilm? Vengono presentati uno
per volta e con tanto di nome e cognome, davvero ridicolo.
Non vi dico poi le risate che vi farete durante i primi piani
dei giocatori e quando appare la schermata della disposizione
di quest'ultimi raffigurati con le loro facce. Così, dopo
aver riso per qualche ora, inizia finalmente il gioco vero
e proprio e qui, ahimè, spuntano i difetti. In sostanza, ci
si accorge in pochi attimi che NBA 2Night non è altro che
un arcade. Un arcade tra l'altro ben fatto. Ma allora, se
l'obiettivo era creare un arcade, a che cosa servono tutte
quelle opzioni inserite dai programmatori che caratterizzano
normalmente una simulazione? Inoltre durante la partita è
possibile effettuare diverse strategie, tra l'altro senza
problemi grazie all'ottimo sistema di controllo. Ma il problema
è che queste strategie, così come le varie tattiche e formazioni,
non servono praticamente a nulla, sono assolutamente ininfluenti.
L'unico elemento simulativo che condiziona veramente la partita
è la stanchezza dei giocatori, di conseguenze sostituirli
con energie fresche diventa un'assoluta necessità. Gli sviluppatori
si sono impegnati di rendere il gioco veloce, immediato e
spettacolare, e su questo ci sono ampiamente riusciti. Veloce
perché segnare in un'azione di pochi secondi non è poi tanto
difficile (anche se ci vorrà qualche partita prima che prendiate
dimestichezza col gioco) e i canestri andati a segno saranno
sempre numerosi visto che bloccare un'azioen avversaria è
imrpesa quasi impossibile, quindi l'unica speranza è che sia
l'avversario a commettere un errrore durante il tiro e cercare
d'impossesarvi della palla su rimbalzo. Immediato perché il
sistema di controllo è ottimo, richiamare gli schemi è decisamente
facile, inoltre i tasti analogici sono stati programmati in
maniera a dir poco eccellente (per fare degli esempi la rincorsa
dei giocatori varia seconda della forza e della velocità con
cui premete la levetta analogica, col tasto del tiro, più
tentete premuto e più ritarderà il giocatore a lanciare la
palla…). Spettacolare perché le schiacciate si sprecheranno,
così come i replay che riprenderanno da diverse inquadrature
i canestri incredibili che i giocatori compiranno. Ma sono
gli elementi di contorno che andrò a descrivere nel prossimo
paragrafo che riescono a rendere emoziante l'incontro e a
ricreare l'atmosfera di una gara vera.
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