Max
Payne è stato uno dei migliori titoli usciti negli ultimi
tempi per PC, anzi secondo alcune classifiche risulta essere
il gioco più votato dagli utenti di personal computer.
Ora il titolo della Rockstar è approdato su console, con quali
risultati lo vedremo in seguito. Prima di procedere vorrei
segnalarvi che la versione qui recensita è quella inglese
e che la trasposizione italiana dovrebbe (il condizionale
è d'obbligo quando si parla date d'uscita di un gioco) essere
disponibile sugli scaffali dei negozi a partire dal 25 gennaio;
per quanto la lingua non rappresenti un ostacolo al proseguimento
del gioco va comunque detto che chi non mastica l'inglese
avrà qualche difficoltà a seguire lo sviluppo della trama,
come del resto potrebbe trovare qualche problema anche chi
l'inglese lo conosce, visto che viene usato molto lo slang
newyorkese.
Un
uomo che non ha più niente da perdere
Max
Payne era un poliziotto in forza al dipartimento di polizia
di New York, aveva una vita tranquilla, un lavoro che gli
piaceva, una moglie e una figlia, una casa accogliente; questo
era tutto quello che aveva sempre desiderato, nulla di più;
la concretizzazione del sogno americano.
Purtroppo un giorno, tornato a casa, Max scopre che degli
uomini sono penetrati in casa sua e che la sua famiglia è
stata sterminata.
Da allora il sogno si è trasformato in un incubo; quello che
un tempo è stato la personificazione della felicità si è trasformato
in un uomo vuoto senza alcuno scopo nella vita tranne uno:
la vendetta. Questo è solo l'inizio della trama di Max Payne,
che avrà modo di svilupparsi nel corso di tutto il gioco narrata
dallo stesso Max attraverso l'uso di fumetti che avranno modo
di palesarsi sia all'interno dei livelli stessi che tra un
capitolo e l'altro.
Come potete notare, la storia alla base di Max Payne non è
originalissima e trae pesantemente ispirazione dai più noti
e spettacolari film d'azione hollywoodiani, come tra l'altro
fa tutto il gioco; nelle intenzioni della Rockstar c'era infatti
la volontà di sviluppare il game più cinematografico mai realizzato,
con i film di John Woo e Matrix come muse ispiratrici, ci
saranno riusciti? Lo vediamo subito.
Il
sogno americano
Max
Payne si presenta come uno sparatutto in terza persona, suddiviso
in tre parti scisse a loro volta in capitoli e sottocapitoli,
con visuale alla Tomb Rider, tanto per intenderci.
La scelta di questo tipo di visuale a discapito della classica
in soggettiva, più adatta a questo tipo di giochi, non è un
vezzo dei programmatori, ma una precisa esigenza per dare
al titolo il taglio cinematografico che lo ha reso poi famoso.
Con un approccio in prima persona, infatti, si sarebbe persa
la caratterizzazione che i ragazzi della Rockstar Games volevano
conferire al protagonista, dotato tra l'altro di una serie
di animazioni che, seppur un filino legnose, denotano un intenso
studio nella loro realizzazione e donano a Max un certo carisma.
Con la visuale in soggettiva poi sarebbe venuta meno la migliore
delle caratteristiche del gioco, che porta una ventata d'aria
fresca nell'ambito degli sparatutto, il Bullet Time; vediamo
meglio di cosa si tratta.
Molti di voi avranno quasi sicuramente visto Matrix, celebri
sono le sue sequenze al rallenty che vedono Neo impegnato
a schivare le pallottole che gli vengono sparate addosso.
Questo stratagemma, grazie anche ad un efficace uso delle
telecamere, rende le scene ancora più spettacolari di quanto
non siano a velocità normale; il Bullet Time è esattamente
la stessa cosa: rallenta il mondo circostante e tutti i movimenti
vengono eseguiti in slow motion, l'unica azione che rimane
in tempo reale è quella di mirare ai vari obiettivi; queste
caratteristiche fanno del Bullet Time uno strumento prezioso
in caso si debba affrontare un discreto numero di nemici contemporaneamente.
A parole è difficile descrivere la spettacolarità del Bullet
Time, occorre vederlo all'opera; immaginate soltanto per un
attimo di essere di fronte ad una porta chiusa, al di la di
questa sentite due criminali discorrere, ora attivate il Bullet
time, aprite la porta e tuffatevi dentro la stanza; mentre
siete ancora a mezz'aria, con il cuore di Max che scandisce
lentamente il tempo che trascorre, mirate e fate fuoco; se
quest'azione fosse stata sviluppata a velocità normale, il
tutto si sarebbe risolto in un attimo, ed il phatos sarebbe
andato a farsi friggere.
Il Bullet Time è gestito da una piccola clessidra posta in
basso a sinistra dello schermo accanto all'indicatore dell'energia;
più la clessidra è piena più a lungo potete utilizzare il
Billet Time; la clessidra si ricarica da sola col passare
del tempo oppure uccidendo qualche avversario. Nella versione
per PS2 poi è stato aggiunto il motion blur, che può comunque
essere disabilitato quando si vuole.
Ovviamente per poter gestire un gioco come Max Payne occorre
un sistema di controllo ad oc, ed essendo il gioco in esame
una conversione da PC il sistema ideale non può che essere
la combinazione mouse/tastiera, purtroppo non resa possibile
su Playstation 2, che relega l'ingrato compito, comunque svolto
discretamente, al Joypad. Il controller Sony si comporta in
maniera ottimale nel controllo del protagonista tanto da essere
, a mio avviso, anche migliore della tastiera; quello che
il pad non riesce a sopperire è la mancanza del mouse, periferica
indispensabile per poter controllare al meglio la mira del
prode Max: lo stick destro del Dual Shock non ha purtroppo
la stessa sensibilità di un mouse anche se è possibile regolarla;
questo non vuol dire che il titolo sia ingiocabile, basta
un po' di pratica per venirne a capo. Abilitando poi l'opzione
di auto puntamento la mancanza del mouse si fa sentire di
meno. Il livello di difficoltà selezionabile all'inizio è
quello più basso, finendo il gioco più volte si sbloccano
due nuovi livelli e una nuova modalità in cui dovete arrivare
alla fine della mappa entro il tempo stabilito da un timer,
questo contribuisce alla rigiocabilità del titolo.
Lasciamo parlare le pistole
Tecnicamente Max Payne si può definire un ottimo prodotto
collocabile tranquillamente tra i prodotti di seconda generazione.
Graficamente si attesta su ottimi livelli, certo paga il dazio
della conversione e sappiamo che solo raramente i porting
sono superiori se non uguali al prodotto originale, questo
perché i programmatori non perdono mai il tempo di rifare
interamente un gioco per adattarlo alle potenzialità della
macchina su cui viene portato, ma si limitano a riscriverne
il codice.
C'è da dire poi che i confronti con le versioni PC dei vari
giochi sono molto difficili vista la loro qualità variabile
da configurazione a configurazione; su personal spesso basta
qualche mega di memoria in più per cambiare il livello tecnico
di un gioco.
Alla luce di questi fatti posso dire che la versione per Playstation
2 è paragonabile a quella di medio dettaglio del PC (che per
la cronaca gira su un computer con processore da 700 mhz,
128 mb di ram, scheda video da 32 mb).
Certo ci sono sul monolite giochi graficamente superiori,
ma questi prodotti sono stati fatti appositamente per la console
Sony.
I modelli poligonali hanno un livello di dettaglio altalenante,
si va dall'ottima rappresentazione di Max; di contro i modelli
degli altri personaggi non sono sempre all'altezza.
Le animazioni sono di alto livello, almeno per il protagonista;
grande cura è stata riposta nelle evoluzioni in cui si esibisce
Max, apprezzabili poi in maniera più completa tramite il Bullet
Time, oppure nel modo in cui vengono ricaricate le armi; insomma,
si può dire che nulla è stato lasciato al caso e la cura dei
dettagli ha quasi del maniacale.
Se un appunto si può fare alle animazioni, potremmo dire che
sono, come detto nel corso della recensione, un po' legnose,
soprattutto quelle dei nemici.
Il livello delle texture si mantiene poi su livelli ottimali,
tarpate forse dalla risoluzione massima ottenibile dai comuni
televisori che non sono certo paragonabili a quelle ottenibili
con i monitor, comunque molto dettagliate, soprattutto i volti
sia del protagonista che degli altri personaggi raggiungono
un livello molto alto. Notevoli anche gli effetti di luce,
su tutti quelli delle armi che riflettono realisticamente
i lampi dei colpi sparati sull'ambiente circostante, e la
rappresentazione delle fiamme, queste ultime sono forse le
migliori che abbia mai visto.
L'ambiente in cui ci si muove poi non può certo essere definito
spoglio, non c'è angolo di una stanza o di una strada che
non abbia questo o quel particolare; notevole è l'interattività
degli elementi del fondale: c'è un televisore? Provate ad
accenderlo. Siete in bagno? Aprite il rubinetto o tirate l'acqua
del water, e ancora mentre siete impegnati in una sparatoria
provate a colpire un estintore e lo vedrete spargere il suo
contenuto; i segni dei vari colpi saranno chiaramente visibili
sui muri, sulle porte e su tutti gli elementi che vi circondano.
Il tutto viene poi supportato da un sapiente uso delle telecamere
virtuali che offrono sempre la miglior visuale possibile con
inquadrature che rendono questo gioco l'esperienza più simile
ad un film d'azione che mi sia mai capitato di vedere.
Il sonoro è agli stessi livelli della grafica, con delle musiche
azzeccatissime che si palesano però solo in determinate occasioni,
gli effetti sonori sono campionati ottimamente, ma al giorno
d'oggi è difficile ascoltarne di pessimi, oltretutto durante
il Bullet Time anche tali effetti vengono rallentati al pari
dell'azione, se al tutto poi abbinate un buon sistema surround,
potete godervi un audio posizionale di tutto rispetto.
In conclusione
Max
Payne per PS2 è un'ottima conversione di quello che su PC
è uno dei migliori titoli degli ultimi tempi; pur non raggiungendo
il livello tecnico della versione originale (o meglio non
raggiungendo quella di dettaglio massimo) ne mantiene comunque
lo spirito e il carisma, restando l'esperienza più vicina
ad un film d'azione mai vista sulla nera creatura di mamma
Sony (almeno fino all'arrivo della versione europea del secondo
episodio di Metal Gear).
Essendo come è ovvio aspettarsi un prodotto PC-style potrà
non piacere a tutti i possessori del monolite, e a questi
consiglio comunque di dargli un'occhiata: potrebbero ricredersi.
Agli altri non posso fare altro che ribadire il mio apprezzamento
per il lavoro della Remedy, che seppur con qualche imperfezione
rappresenta un altro titolo di tutto rispetto nella softeca
di Playstation 2.
Emiliano "Blackarts Rhinoceros" Terranova
Seconda opinione
Armi e una faccenda da sistemare, tanti nemici e il loro sangue. E rimanere impassibili di fronte ad un uomo che chiede pietà, braccati dalla malavita e dalla polizia, leggendovi nel cuore la voglia di vendicare vostra moglie e vostra figlia.
Se questi sono i presupposti per un buon thriller, Max Payne è un buon thriller, oltre che un buon gioco.
Da molto tempo appassionati e non, attendevano la conversione del celebre gioco PC sull'imponente macchina di casa Sony, e alla Remedy non hanno tardato più di tanto. Max Payne giunge con l'irruenza di una pistola puntata alla tempia a rinfrescare il monotono panorama dei giochi d'azione su PS2.
E se il genere non vanta certo di un gioco con una trama originale, seppur ben sviluppata grazie a splendide sessioni "introspettive", le novità che il PC aveva visto poco tempo fa, risiedono nella metologia con cui sono gestiti gli scontri a fuoco. Perché per uscire vittoriosi da un duello di piombo contro orde di nemici armati fino ai denti, pur possedendo a nostra volta un nutrito arsenale, è giocoforza disporre di qualche espediente. Nel caso di Max, si tratta del Bullet Time. Rallentare il tempo soggettivo e non, pur disponendo della normale velocità di puntamento, si rivela un vantaggio piuttosto utile, oltre che spettacolare, offrendo una marea di situazioni ammirevoli e divertenti. Gettarsi a terra, guardare sorridendo il nemico prima di far fuoco e colpirlo in pieno volto, dando così luogo ad un repentino cambio d'inquadratura, che vi farà ammirare la scena in tutto il suo complesso ed eccezionalmente riuscito splendore, con lo scorrere del tempo scandito dal cuore di Max (e dal vostro).
Unite tutto questo ad una grafica curata nelle texture, nei modelli poligonali, e nelle animazioni (che tuttavia rimangono la parte più deludente), ad un sonoro adeguato ad ogni situazione, ad un'ambientazione noir adeguatamente ricostruita, ed avrete quello che a gran voce fu nominato come miglior gioco dell'anno nella sua versione per Personal Computer.
Anche se su PS2 non si guadagnerà certo questo titolo, Max Payne è uno dei migliori giochi usciti quest'inverno, in grado di emozionare, divertire, e far spuntare sulle facce di tutti un sorriso di soddisfazione.
VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3
e forum Forum Videogiochi
Play2eye
Italia, tutti i diritti riservati. E'
assolutamente vietata la riproduzione del testo pubblicato in queste
pagine, tutti i marchi citati sono Copyright dei legittimi proprietari.
Questo sito è ottimizzato per essere visualizato con Internet Explorer
5 alla risoluzione di 1024*768 o 1280*1024.