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Ai
giocatori di vecchia data il nome di Ghost'n'Globins suona
fin troppo famigliare. Ai tempi d'oro del C64, il titolo dell'allora
semi sconosciuta Capcom, seppe conquistare il pubblico e la
critica per la sua altissima giocabilità, semplice e immediata
ma che si fondeva con un livello di difficoltà ben calibrato
e abbastanza alto. Dopo i vari seguiti (due se non sbaglio),
bene o male simili all'originale, la casa di Resident Evil,
ha deciso di rispolverare il suo platform prediletto per realizzarne
un remake che dopo diversi mesi di sviluppo è stato pubblicato
per la gioia dei fan di questo titolo.
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I
contatti di Maximo col suo glorioso passato sono ben più profondi
di quel che si può pensare. Oltre a riproporre lo stile e
la struttura di gioco del suo capostipite, gli accostamenti
col passato spaziano dalla grafica fino alla trama. La storia
è una delle più antiche, semplici e tradizionali. Maximo,
facendo ritorno al suo castello, trova il cattivo di turno,
Achille, che si è impossessato del trono e ha fatto prigioniera
la principessa. Il protagonista viene sconfitto dal suo avversario,
e (dopo un patto con la Morte che lo grazia) inizia così la
sua battaglia verso la riconquista del castello e la salvezza
della propria amata. Trama che più che banale, va definita
semplice. La semplicità che permea l'intero gioco e tipica
dei titoli degli anni '80 tutta giocabilità e poca grafica.
Maximo è così. Le texture buone ma non ottime, gli effetti
di luce carini ma non eccellenti, i poligoni appena sufficienti
o le musiche carine ma non grandiose e gli effetti sonori
discreti…Proprio come una volta, gli aspetti "secondari" vengono
davvero lasciati in secondo piano per concentrare il giocatore
nel proseguimento della storia, immergendolo in un platform
di quelli tosti e difficili che tanto han fatto dannare sull'8
bit Commodore e nei tempi d'oro delle sale giochi. Per favorire
questo processo, c'è il comodo ed intuitivo sistema di controllo
e una gestione della telecamera "semplicemente" perfetta.
I comandi sono pochi e memorizzabili dopo pochi secondi, tradizionali
dei vecchi platform e di alcuni di quelli attuali come il
salto, il doppio salto, l'attacco semplice e così via, che
mutuano e aumentano impadronendosi dei power up sparsi per
i tanti livelli. Oltre a questo tipo di power up, ci sono
le armature, che rischiamo di perdere dopo una serie di colpi
ricevuti fino al punto di lasciarli letteralmente in mutande,
le pozioni, le spade, ognuna con un proprio preciso potere,
e altri oggetti come chiavi per sbloccare cancelli o forzieri,
monete, che possono essere utilizzare per ottenere un'abilità
o altro ancora, anime e diamanti. A caratterizzare i livelli,
numerosi segreti, ma soprattutto tanti nemici. L'essenza di
Maximo è proprio il combattimento, dato che quasi tutto è
in funzione di quest'azione, e gli avversari sono più di un
semplice ostacolo. Nonostante la loro IA sia tutt'altro che
eccellente, la maggior parte delle sconfitte sono dovute proprio
alla battaglia. Il tempismo e i riflessi in questo caso sono
fondamentali, e il rapido calcolo delle mosse da fare è fondamentale
per la vittoria nei molti scontri in cui saremo impegnati.
Non è raro poi un attacco in massa dei nemici, e le volte
in cui dovrete riprendere dall'ultimo checkpoint non saranno
affatto poche, tanto più che il videogiocatore ultra occasionale,
ben presto si stuferà nel ripetere le stesse azioni più e
più volte e non trovando i "Continua" e le "Vite infinite"
della stragrande maggioranza dei giochi a cui è abituato.
A complicare le cose, il sistema di salvataggio irritante,
forse unico vero difetto di questo prodotto.
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La
semplicità e l'estrema difficoltà di Ghost'n'Globins sono
riportate con estrema fedeltà in questa splendida riedizione.
Pur magari abbassando leggermente l'alto livello di difficoltà
dell'originale, Maximo si propone come un prodotto il cui
unico scopo è quello più importante in un videogioco: divertire.
Divertire con la sua semplicità, senza farti pensare al bump
mapping implementato o meno, o alla presenza dell'anti-aliasing.
Un platform che unisce il gameplay e lo spirito di titoli
dello stesso genere di oltre dieci anni fa, con una rivisitazione
grafica geniale. Semplice ma bello. Bello ma non per tutti.
Obbligatorio comunque per chi di platform non ne può fare
a meno.
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