Due
Millenni fa le orde infernali dell'Underworld, guidate dal
supremo demone Mundus, intrapresero una guerra contro la razza
umana, ma fallirono miseramente. Per respingere gli aggressori
negli inferi fu fondamentale l'intervento di Sparda, valoroso
demone che rinnegò il suo popolo spinto dall'amore
per una donna terrestre. Ma ora il leggendario condottiero
è morto: quindi il temibile Mundus si appresta a riprendere
il conflitto con la popolazione umana e questa volta il compito
di fronteggiarlo spetta a Dante, progenie di Sparda, nonchè
ibrido tra le due razze. Questo è a grandi linee l'intrigante
antefatto delle vicende narrate in Devil May Cry, titolo estremamente
atteso dall'utenza PS2 che non tradisce l'enorme Hype che
ha generato.
IL
GIOCO
Devil
May Cry è un frenetico Action Adventure che si sviluppa
attraverso una serie di missioni il cui obiettivo principale
è il reperimento di un particolare oggetto o l'abbattimento
di una determinata creatura. Risulta evidente fin da subito
quindi come la parte investigativa sia piuttosto limitata,
anche se sono necessarie buone doti esplorative per scovare
le numerose locazioni segrete e le missioni aggiuntive celate
nelle varie ambientazioni. Il vero fulcro del gioco è
quindi la fase di combattimento: il versatile sistema
di controllo propone due tipi di attacco, ravvicinato &
a distanza, che possono essere anche combinata per creare
spettacolari sequenze di colpi. Ad amplificare ulteriormente
il potenziale offensivo ci pensano le notevoli doti atletiche
del protagonista, in grado di compiere poderosi doppi salti,
sfruttando come rampa sia il corpo dei nemici che gli elementi
del fondale, e rapide schivate laterali. Da non sottovalutare
anche il cospicuo arsenale offerto a Dante che comprende tre
tipi di spade & un paio di guanti infuocati per il combattimento
corpo a corpo e doppie pistole, fucile a canne mozze, un lanciagranate
& un'arma laser per la lotta a distanza. Le armi a disposizione
non hanno solo valenza quantitativa, ma vanno anzi alternate
con una certa frequenza con il fine di comprendere quali di
esse siano più efficaci con certi nemici & quali
con altri. Tutto ciò aggiunge elementi strategici alla
lotta, pur rimanendo caratterizzata da un ritmo decisamente
vertiginoso & sfrenato. Strettamente connesso alle fasi
di combattimento è un altro aspetto interessante del
titolo CAPCOM: gli "Orbs". Questi manufatti sono
reperibili in diversi colori, ognuno con una funzione precipua,
e sono ottenibili principalmente eliminando le creature infernali
o scovando le locazioni segrete. L'elenco comprende quelli
verdi per ristabilire l'energia vitale, quelli gialli per
accrescere il numero dei "continue" & quelli
blu per allungare la barra energetica del protagonista, ma
i più comuni sono gli orbs rossi utilizzabili in determinati
luoghi & al termine di ogni missione per "acquistare"
items, attacchi speciali e soprattutto la capacità
di Dante di trasformarsi in demone. Il nostro eroe infatti,
essendo un incrocio tra razza umana & infernale, ha la
possibilità di sfoderare il suo considerevole potere
demoniaco, accumulato durante gli scontri con i nemici, sferrando
letali attacchi, nonchè svolazzando (quasi) liberamente
per l'aere, rammentando comunque che la mutazione ha durata
limitata. Fortunatamente l'articolata struttura di gioco è
supportata da un sistema di comando adeguato: sufficientemente
immediato per i principianti, appagante per i giocatori più
esigenti, ma soprattutto puntuale & reattivo, caratteristiche
fondamentali considerando l'indole frenetica del prodotto.
La fluidità d'azione è inoltre garantita dall'intelligente
stratagemma adottatodagli sviluppatori per sopperire all'annoso
problema del controllo del personaggio nei cambi di inquadratura.
Sfruttando il sistema di comando "Screen Relative"
il susseguirsi di variazioni nella visuale potrebbe risultare
difficilmente gestibile dal giocatore, ma non è questo
il caso di DMC: tenendo premuta una direzione durante un cambio
di scena, questa verrà mantenutaanche nell'inquadratura
successiva, anche se totalmente opposta, fino al rilascio
dello stick analogico. Questa trovata, semplice & geniale,
lascia inizialmente un po' disorientati, ma in breve tempo
evidenzia tutti i suoi pregi. Passando al discorso longevità,
il titolo CAPCOM propone 23 missioni (più 12 segrete)
dalla durata incostante e dalla difficoltà graduale
& ben bilanciata, che scandiscano una sceneggiatura intrigante
& coinvolgente, seppur non particolarmente imponente (per
terminare il gioco una prima volta si impiegano circa 7 ore).
Ma l'ottima meccanica di gioco, la varietà di situazioni
(vedi sessioni subaquee con visuale in soggettiva, momenti
stile "Platform Game" & missione "Sparatutto"
alla Starfox) e l'abbondanza di modalità & locazioni
segrete assicurano un interesse sempre elevato e uno stimolo
non trascurabile alla rigiocabilità.
TECNICA
Esteticamente
DMC non teme confronti. L'ineccepibile motore grafico
macina un numero impressionante di poligoni, pur mantenendo
un frame rate sempre ancorato ai 60 fps, e supporta magnificamente
lo splendido lavoro dei grafici CAPCOM, che sono stati in
grado di creare un mondo gotico incredibilmente suggestivo,
contraddistinto da architetture imponenti & affascinanti,
creature variegate & grottesche, nonchè personaggi
dal notevole carisma. I modelli poligonali non sono solo dettagliati
& ricoperti da buone texture, ma denunciano anche notevole
espressività grazie alla loro pregevole caratterizzazione
e pure le particolareggiate scenografie regalano scorci assolutamente
evocativi grazie ad effetti luminosi avvolgenti & ad inquietanti
foschie applicati con dovizia. Ad aumentare ulteriormente
l'immersione del giocatore provvede una regia ispiratissima
capace di fondere (quasi sempre) funzionalità &
ricerca artistica. Ottimamente realizzate anche le animazioni
del protagonista e dei suoi avversari, che pur non sorprendendo
esageratamente, convincono per la loro naturalezza & fluidità.
In definitiva gli unici (trascurabili) difetti attribuibili
al comparto visivo sono qualche lieve problema di aliasing
e una realizzazione degli effeti speciali incostante, che
fluttua tra l'ottimo & il discreto. Anche la parte audio
risulta difficilmente criticabile: l'azzardato mix tra delicati
brani orchestrali (durante le fasi esplorative) e stridenti
pezzi rock (durante i combattimenti) risulta azzeccatissimo
e anche gli effeti sonori svolgono adeguatamente il loro compito.
CONCLUSIONE
Devil
May Cry è un prodotto pressochè imprescindibile,
contraddistinto da una struttura di gioco adrenalinica, da
una grafica stupefacente, da un sonoro galvanizzante e da
una longevità che, benchè non illimitata, assicura
un divertimento duraturo grazie alla preziosa dote della rigiocabilità.
VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3
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