Correva l'anno 1999, e l'Electronic Entertainment Expo (o meglio conosciuto come E3) mostrava gli ultimi grandi titoli sviluppati per la scatola grigia di Sony.
Konami si era impegnata con Microsoft a portare il gioco, già noto ai possessori di PCc, anche su Playstation, accordo che poi svanì, a favore del sequel ovvero Age of Empires II: The Age of Kings che mostrava numerose opzioni in aggiunta rispetto al predecessore, e una nuova ambientazione medievale.
Di certo gli strategici in tempo reale non sono mai stati tanti su console, soprattutto a causa del sistema di controllo non molto facile da gestire tramite il joypad, quindi lo sviluppo di suddetti giochi viene quasi sempre riservati ai Personal Computers, privando i possessori di console, di un genere molto coinvolgente e affascinante.
Insieme a Caesar III e la serie Civilization, il titolo Microsoft è stato senza dubbio uno dei maggiori esponenti del genere in questi ultimi anni, e adesso scopriremo il perché.
L'età
dei re
Il
gioco presenta innanzitutto diverse modalità.
La modalità "Mappa Casuale" è di certo la principale del gioco,
e consiste nello scegliere una popolazione tra le 12 a disposizione
(tra cui Persiani, Giapponesi, Cinesi, Teutoni, Saraceni,
Vichinghi ecc...) e creare una civiltà partendo con un piccolo
"Centro Città" (che fungerà da rifugio ai cittadini e che
creerà i cittadini stessi) e 4 semplici cittadini a cui poi
verrà affidato un compito.
La gestione delle risorse (divise in cibo, legname, pietra,
e oro) sarà fondamentale per l'evoluzione della popolazione
che potrà ricavarle lavorando nel paesaggio, o le potrà ottenere
scambiando materie prime con gli altri popoli grazie al mercato
(che dovrà essere costruito dagli abitanti).
Inoltre le risorse saranno importantissime, oltre che per
la costruzione di edifici per il passaggio a le ere successive,
che potranno essere raggiunte solo in presenza di un determinato
numero di risorse.
Inoltre alla civiltà controllata dal giocatore, sono affiancati
uno o più popoli, contro i quali si dovrà competere per vincere
la partita secondo il criterio scelto nel menù di configurazione
della partita. Questi criteri sono la conquista delle relique
presenti nella mappa, la distruzione dell'altra civiltà, o
la gara a tempo, che viene vinta dalla civiltà che si modernizza
nel minor tempo possibile.
Tornando alle modalità di gioco, sono presenti anche la modalità
"Regicidio" che richiede di uccidere il re del popolo nemico,
e l'interessante modalità "Campagne" che vi metterà nei panni
dei più importanti personaggi storici del periodo medievale
come Giovanna D'Arco, Gengis Khan o William Wallace, per rivivere
in maniera alternativa le vicende storiche dell'età di mezzo.
Realizzazione
tecnica
Passiamo adesso all'aspetto meno pregiato del gioco, ovvero la realizzazione tecnica.
Di certo è strano pensare che una casa importante e affermata nel campo videoludico come Konami riesca a realizzare una conversione talmente mal sviluppata.
Nonostante il primo approccio con i menù di selezione sia abbastanza indolore, l'ingresso all'interno degli scenari di gioco è veramente da rabbrividire.
Lo scrolling della mappa di gioco presenta numerosi rallentamenti a causa del frequente caricamento di dati dovuto alla numerosa memoria video richiesta per la realizzazione di un gioco del genere; inoltre la tragica risoluzione 640*480 rende l'area di mappa visibile davvero minima, costringendo a continui spostamenti, afflitti dai costanti sopracitati rallentamenti. Considerando poi il movimento del cursore a volte impreciso, si capisce bene come si possa facilmente affermare che la conversione di questo splendido titolo sia davvero ingiocabile.
Anche le animazioni dei personaggi presenti all'interno della mappa sono molto scialbe, e abbassano notevolmente la qualità visiva, abbinata a degli effetti sonori gracchianti e poco vari.
Conclusioni
Insomma è un vero peccato, il gioco ha una idea di base geniale e dei fantastici spunti che sono state rovinate da una cattiva conversione, forse la peggiore di tutti i tempi su console.
E' anche vero che questo tipo di giochi hanno dei limiti in una piattaforma che non gli appartiene, però si poteva certamente fare di più, molto di più.
Mi sento di consigliare il gioco solo a coloro che non vogliono perdersi un avventura del genere e che non hanno la possibilità di giocarlo su un personal computer.
VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3
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