Invigorito
dall'esclusività della licenza ufficiale FIA, il pargolo codificato
dal team capitanato da Martin Kenwright anela tamponare con
competenza chirurgica il gap temporale intercorrente tra l'approdo
di GT3 ed il famelico avvento di Colin McRae 3. Appuriamone
i risultati.
Tecnica
Le
sofisticate soluzioni cosmetiche opzionate dagli sviluppatori
decretano l'appetibile corposità d'un comparto grafico degno
di plauso, seppur denunciante diverse inopinabili negligenze.
La vastità ambientale degli scenari e la specifica verosimiglianza
morfologica che li caratterizza mozzano istantaneamente il
fiato al fruitore, lasciandolo preda d'un mirabile esercizio
architettonico. Le impervie lingue d'asfalto snodanti tra
le arcigne alture che torreggiano i tratti montani, i sabbiosi
selciati resi ancor più polverosi dagl'effetti particellari
che ne otturano la visibilità sradicandone dal suolo i detriti
od i melmosi stradoni saturati dall'acqua vengono così allocati
in contesti credibili e visivamente suggestivi.
A compensare nefandamente un tale spettacolo, emerge il risibile
quantitativo di strutture ornamentali nonché la timida germogliazione
d'una vegetazione non eccessivamente rigogliosa e capillare.
La percepibile opulenza poligonale investe anche la puntuale
plasmazione dei vari bolidi, la quale, pur non scalfendo la
meticolosità dei modelli parcheggiati nel masterpiece Polyphony,
stupisce piacevolmente per la cura riproduttiva e per la particolarizzazione
dell'abitacolo, al cui interno i piloti (i cui peculiari tratti
fisionomici sono stati scrupolosamente ricostruiti mediante
la tecnica Digimask) fremono e sobbalzano in ottemperanza
alle asperità del terreno. Sottolineabile inoltre la procedurale
deformazione delle lamiere ed il possibile infrangersi dei
finestrini, del parabrezza o del lunotto posteriore, sebbene
qualche reticenza sovvenga per via dell'intrinseco disequilibrio
progettuale che ostacola la barbara opera di devastazione
della vettura (all'atto pratico, quindi, a meno che non si
cozzi scelleratamente contro un pilone od un arbusto, difficilmente
si riesce a scheggiare le parti sopraesposte).
Altalenante l'efficienza delle mappe texturali applicate,
non tanto per sciagurate defezioni cromatiche o di definizione
(comunque parzialmente ravvisabili), ma per l'esasperata ridondanza
con cui vengono viziosamente ridistribuite nei vari tracciati
inficiando l'appeal estetico del prodotto.
La prontezza del motore grafico assicura una rimarchevole
fluidità e velocità dell'azione, anche se in quest'ambito
le amplificate sensazioni regalate dalle visuali "interne"
(sbalorditiva l'inquadratura dal sedile posteriore) sono semplicemente
impareggiabili.
Valutata la generosa ampiezza dell'orizzonte visivo, gli sparuti
problemi di pop up di cui saltuariamente è affetto divengono
necessariamente trascurabili, al contrario dei reprensibili
slow-motion, maldestramente sfuggiti in sede di debugging,
riscontrabili in alcune isolate circostanze (per lo più durante
l'impalpabile rappresentazione degli agenti atmosferici).
La componente sonora si evidenzia infine per un soundtrack
invero pregevole, ma allo stesso modo confessa una rivisitazione
perlomeno discutibile del rombo del motore, la cui grottesca
interdizione lo rende accostabile ai mefitici ronzii delle
produzioni a 8/16 bit (!).
Struttura
Per
ciò che concerne la sfera strutturale, WRC palesa delle congenite
limitazioni che tarlano in modo irreversibile l'intera costituzione
portante, desensibilizzando la qualità globale dell'esperienza
ludica.
Accantonando i pomposi propositi che ne hanno accompagnato
la gestazione, inneggianti fondamentalmente ad un calibrato
accordo tra spessore simulativo ed esigenze giocose, gli sviluppatori
hanno assemblato una metodologia di guida accoratamente arcade,
prediligendo la sistematica semplificazione dell'interfaccia
di gioco ed annichilendo le diramazioni tecniche. Gli algoritmi
che sottendono il comportamento della vettura contemplano
un quantitativo irrisorio di parametri ed una volta assimilati
i diversi processi di stabilizzazione sui vari percorsi (asfalto,
poltiglia fangosa, terriccio, ghiaccio…) non resta che impostare
la quasi totalità delle curve e dei tornanti basandosi sulla
collaudata validità della derapata controllata o sull'estrema
praticità dell'intraversamento del bolide stesso.
Per quanto l'immediatezza e l'istantanea metabolizzazione
del sistema elargiscano di primo acchito laute soddisfazioni,
la costrittiva correlazione tra l'inconsistenza delle modalità
selezionabili ed il soporifero coefficiente di difficoltà
smorza veementemente il precipuo entusiasmo. Di fatto, l'apprezzabile
varietà delle 70 tappe che compongono il campionato del mondo
viene stritolata dall'assurda latitanza del fattore sfida,
constatato che anche a livello "esperto" le chance di primeggiare
sui tempi degli avversari risultano tutt'altro che remote.
Tendenzialmente trascurabile inoltre l'approssimativa messa
a punto dell'auto, mentre del tutto aleatoria si dichiara
l'introduzione degli ipotetici danni alla scatola del cambio,
all'albero di trasmissione od al motore, della cui fallace
implementazione sì è accennato poc'anzi: inconcepibilmente,
neppure in seguito ad una tragica escursione in un voraginoso
dirupo si ottengono delle visibili e "funzionali" conseguenze,
se non quella di essere rispediti automaticamente in carreggiata
nel giro d'una manciata di secondi.
Conclusione
Le
argillose fondamenta di questo presunto colosso presentato
da Sony emergono quando si realizza la marginale attrattiva
suscitata dalle altre opzioni di gioco (Vs, rally singolo
e time attack) e dall'irrilevanza delle features scovabili.
In un apparato così limitato nonché avaro di gustose alternative,
l'assenza d'una modalità arcade in cui confrontarsi materialmente
con gli altri aspiranti al titolo grava ulteriormente sulla
sua già flebile ossatura, configurandosi come il definitivo
colpo di grazia per un'applicazione ludica incontestabilmente
costipata, scevra oltretutto da una rifinitura conclusiva
meritevole di menzione.
SI
RINGRAZIA "ATLANTIDE GAMES" (SEREGNO - MI) PER AVER FORNITO
IL GIOCO. www.atlantidegames.it
VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3
e forum Forum Videogiochi
Play2eye
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