Nel
1996 fece la sua comparsa sulla neo-nata console della Sony
un gioco di corse innovativo e adrenalinico che avrebbe fatto
la fortuna della serie: Wipe Out. Vera killer application,
questo titolo dava la possibilità al giocatore di partecipare
ad una gara di alta velocità tra navicelle a reazione antigravitazionale,
mettendo alla prova riflessi e capacità di concentrazione
oltre ogni limite. In aggiunta alla difficoltà di guidare
un trabiccolo di metallo attraverso un percorso tortuoso e
pieno di svolte si univa il fatto che le navicelle erano costantemente
rifornite di armi e special intenti a rendere la vita del
pilota avversario il più possibile difficile. Oltre a questo
il giocatore poteva scegliere tra una serie di scuderie che
mettevano a disposizione modelli di veicoli AntiGrav con caratteristiche
profondamente diverse tra di loro. In questo modo si potevano
scegliere veicoli con poca ripresa ma robusti ed affidabili
oppure veicoli con carrozzerie leggere ma con la velocità
e i tempi di accelerazione dimezzati. A condire il tutto,
caratteristiche in più grazie alle quali si tenevano incollati
al televisore i neo piloti, erano le musiche di fattura prettamente
tecno, riprese da gruppi che da li a poco sarebbero diventati
conosciuti per le loro abilità in merito, Prodigi e Chemical
Brother in primis. Con queste caratteristiche e una possibilità
di gioco in link, i favori degli appassionati per questo tipo
di corse crebbe di giorno in giorno, arrivando a formare delle
vere e proprie comunità nate con il preciso intendo di organizzare
tornei e verificare chi fosse il miglior corridore. Da allora
i vari seguiti che si sono successi su diverse console hanno
riscosso un deciso favore di pubblico. Tra questi possiamo
citare Wipe Out 2097 (PSX) Wipe Out 64 (Nintendo 64) e Wipe
Out 3 (PSX). Tra le varie conversioni di questo gioco si può
ricordare anche una effettuata per il Sega Saturn, questa
comunque non eccelle per grafica e effetti luce rimanendo
ben al disotto delle versioni per le consol della Sony. Grazie
all'avvento delle console a 128bit si sta tentando di portare
una ventata d'aria fresca al titolo che vede alle porte il
quarto capitolo della saga e con irriverente dedizione ci
accingiamo a presentarvi il nuovissimo Wipe Out Fusion, gioco
che cercherà di imporsi come standard nel suo genere.
Il
gioco
Le
modifiche rispetto alle versioni precedenti sono principalmente
di aspetto grafico. Come già successe per l'apparizione del
primo Wipe Out, la sensazione di trovarsi di fronte all'ennesima
Killer Application è decisamente alta. L'effetto adrenalina
è assicurato e l'aspetto delle navicelle AntiGrav curato nei
minimi particolari. Le piste sono state rinnovate e ampliate,
questo grazie alla maggiore capacità di gestione dati della
PS2, consentendo di formare dei percorsi che si snodano attraverso
un ambiente vario e diversificato di tracciato in tracciato.
Si passa dalle lussureggianti vegetazioni di Alca Vexus alle
distese ghiacciate di Cubbis Float, dai percorsi snodati in
profondità sotterranee tra fiumi di lava o sotto l'oceano
di Mandrashee alle profondità sotterranee nella corsa a Temtesh
Bay. Le otto scuderie offrono la possibilità di scegliere
tra categorie diverse di veicoli, ognuno con delle proprie
specifiche caratteristiche e con armi create apposta per quel
tipo di veicolo.
La
scelta del mezzo è anche condizionata dalla condotta di gioco
di ogni singolo partecipante. Si possono scegliere Antigrav
con armature ed armamento pesante, in modo da impostare la
gara come una specie di survival, oppure tentare la fuga battendo
gli avversari grazie all'elevata velocità ed accelerazione,
sperando di non sbattere troppo contro le paratie o di non
venirci spinti addosso dagli altri concorrenti. In più, cosa
fin'ora mai vista nei titoli della serie Wipe Out, oltre alle
caratteristiche di base di ogni veicolo si possono effettuare
delle modifiche alla struttura in modo da sbilanciare le caratteristiche
del mezzo tra entrambe le tipologie, mettendo appunto una
navicella da corsa pura o da combattimento. Sicuramente sotto
questo aspetto il lavoro dei programmatori si è rivelato notevole
e le possibilità che si hanno per mettere a punto il nostro
veicolo sembrano fare il verso allo slogan della PS2: sono
infinite.
Un
arsenale invidiabile
Ed eccoci giunti al momento di parlale degli armamenti, aspetto
così importante da richiedere una sezione specifica. Sulla
falsa riga degli splendidi episodi precedenti anche questo
Wipe Out Fusion non tradisce per quantità di armi e per le
novità aggiunte.
Le varietà di armamenti che si possono raccogliere durante
la gara sono state ampliate aggiungendo al classico arsenale,
composto da missili a ricerca, mine etc, armi di sicuro effetto
che saranno l'esaltazione delle gare in questa corsa alla
sopravvivenze e al podio. Tra le novità troveremo:
Il Flamer, che lancia dalla coda della navicella un
potente getto di fuoco con effetti devastanti sugli scudi
degli avversari.
Il Gravstinger, un pungiglione lanciato dal retro del
veicolo che, se colpisce, manda in panne il sistema antigravitazionale
dell'avversario.
La bomba gravitazionale, in un area abbastanza ampia
provoca la disconnessione dei sistemi antigrav dei veicoli,
che rimango a vagare senza controllo per la pista, cozzando
violentemente contro le barriere di arginamento e provocandosi
svariati danni.
Tra
gli armamenti tradizionali ripresi dalle serie precedenti
possiamo contare:
Il missile a ricerca, la più classica delle armi tra
quelle usate nei duelli in gara, fornisce un missile a ricerca
automatico. Di basso potenziale ma utile per far rallentare
l'avversario.
Granate, lanciate a gruppi di tre in direzioni che
differiscono dal punto di lancio di 60° tra loro, causano
danni nelle immediate vicinanze del punto d'impatto
Mine, vengono espulse dal retro del veicolo provocando
ingenti danni agli inseguitori. Rimangono in campo fino a
quando non si fanno esplodere, e quindi vanno considerate
come armi a doppio taglio.
Cannone al Plasma, la più potente delle armi in tutto
il gioco, emette un colpo unico e di incredibile potenza che
distrugge in un sol colpo lo scudo dell'avversario, arrivando
addirittura a provocare l'esplosione del veicolo in caso lo
scudo fosse già danneggiato.
Generatore di terremoto, con quest'arma si provoca
una scossa tellurica che segue la pista sbalzando i veicoli
avversari a destra e a manca. Molto scenica ed efficace.
Scudo, ottima difesa per qualsiasi tipo d'attacco.
Turbo, e non aggiungo altro!! Usatelo per bruciare
gli avversari sui rettilinei oppure per lo spint finale.
Quindi, come abbiamo poc'anzi detto, il nostro arsenale è
tanto vasto quanto dedicato allo sbarazzarci dei nostri avversari.
E questo all'insegna di quell'atmosfera futuristico - post
bellica trasmessaci da diversi film ambientati in ere cyber
punk. Il trovarsi in coda ad un avversario, allinearsi a lui,
vedere il nostro segnalatore agganciarlo con la fatidica scritta
"target locked" per poi far fuoco è sempre stato un qualcosa
di galvanizzante e questa nuova incarnazione del game sembra
voler portare questa sensazione alle stelle. Cosa manca? Un'ambientazione
affascinante, dei veicoli fantastici e personalizzabili, un
discreto numero di piste e competizioni… Ma di la di tutte
le migliorie citate, alla fine un gioco di competizione su
dei mezzi (a prescindere dalla loro tipologia) si riduce sempre
ad una questione di feeling con il sistema di controllo e
di primo impatto con tutto quello che compare su schermo.
E, a quanto pare, anche sotto questo aspetto WOFusion ha le
carte in regola per portare avanti la successione dinastica
generata da Psygnosis sei anni fa.
Giocabilità
e grafica
Per quanto riguarda l'analisi di questo aspetto vi anticipiamo che la sensazione provata al comando di uno dei mezzi di Wipe Out Fusion è stata intensa e adrenalinica. La demo rilasciata dagli sviluppatori, seppur il gioco si trovi nelle fasi finali della produzione, non permetteva di visionare molte modalità e percorsi, ma si limitava (esclusivamente assente la presenza di avversari, e quindi di armi) a proporre una semplice scampagnata attraverso un paio di piste.
Naturalmente questo basta per esaminare il modello di guida e il comparto grafico, ed è proprio questo che ci accingiamo a fare. Il sistema di controllo è intuitivo e completo. La direzione viene impostata grazie al pad sinistro o alla rispettiva leva analogica, mentre l'importante funzione di freno viene attribuita ai due dorsali più lontani. Tuttavia il compito di gestire il movimento della vostra navetta si rivela sulle prime tutt'altro che facile. L'angusto percorso - o comunque i frequenti slalom fra gli ostacoli- e l'elevata velocità rendono molto complesso controllare con sufficiente destrezza il veicolo. Senza un corretto uso degli aerofreni indipendenti, che permettono brusche sterzate, troppo spesso andrete a sbattere conto le protezioni laterali, il che si risolverà sovente in frequenti scontri nel disperato tentativo di riportarvi in rotta, almeno finché un sufficientemente lungo tratto di pista diritto non vi permetta di farlo.
Dopo poche sessioni di pratica si riesce comunque a diventare piloti almeno degni di qualche prodezza e ad ottenere anche alcuni giri perfetti. La marcata diversità del sistema di guida di ogni veicolo comunque comporterà la necessità di prendere dimestichezza ogni volta in cui verremo posti alla guida di una differente astronave.
Da citare il cambiamento apportato alla gestione dei box. Nelle precedenti edizioni un rallentamento del veicolo segnava un ripristino completo dell'energia, ma stavolta le cose saranno più complicate: il tratto di percorso adibito alla ristorazione dell'energia sarà breve e segnato da una stretta striscia centrale. Se vorrete vedere la vostra energia salire effettivamente converrà studiare bene la traiettoria e non mancare la striscia, perché solo attraversandola potrete riparare i danni della navicella. La grafica di gioco è veramente eccezionale. I modelli delle astronavi si presentano splendidamente costruiti e definiti, come del resto tutti gli elementi dei percorsi. Il livello delle texture è più che buono, e non risultano mai piatte o troppo monotone. Pregevole anche la realizzazione dell'ambiente che circonda i circuiti, dove scorgerete altissimi palazzi che si stagliano su un plumbeo cielo, la cui monotonia è rotta da qualche sporadica nuvola e da astronavi o aerei di passaggio. Decisamente ammirevoli gli effetti speciali, per cui vi fermerete spesso ad ammirare le scie dei vostri reattori, o le esplosioni dei veicoli.
Conclusione
Conveniamo che l'analisi di questo game è stata fatta attraverso una serie di informazioni rilasciate dagli stessi sviluppatori insieme alla possibilità di provarne una demo decisamente incompleta. Nonostante questo, Wipe Out Fusion sembra intenzionato a mantenere alto il nome della saga, forte di una nuova tecnologia (emotion engine) che gli permetta di esprimersi al meglio. Come sempre ogni valutazione definitiva è rimandata alla recensione che troverete presumibilmente tra Febbraio e Marzo (dipendentemente dall'uscita del gioco). Tuttavia, come già detto, quello che abbiamo potuto vedere, giocare, leggere ed analizzare ci è sembrato sufficiente per poterci esprimere nei termini entusiastici di questa prima occhiata al gioco. Confidando che tutte queste premesse vengano mantenute fino in fondo ed impazienti di accalappiare quanto prima una copia del titolo, vi diamo appuntamento alla prossima rewiew. Nel frattempo vi invitiamo a rifarvi gli occhi con le immagini del game. See you.
Ernesto "Nonmorto" Guerzoni Francesco
"Link-F" Fossetti
Roberto "Nemesis" Cifra
VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3
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