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"Summoner : Evocatore. Una classe di mago in grado di controllare
forze elementari, evocandole a sua difesa o per aiutarlo nelle
imprese. ". Questa sarebbe la descrizione che si troverebbe
in una ipotetica "Treccani" dei giochi di ruolo. Infatti dal
puro RPG viene l'ispirazione che guida i creatori della THQ.
Da questo vengono prese le classi e le abilità date ai giocatori,
ritrovandoci con ladri che fanno il "backstab" dopo essere
scivolati alle spalle del nemico grazie al "hide in the dark".
Con Summoner 2 si tenta di ampliare la visione del mondo già
esplorato nel primo capitolo, visitando zone nuove e scoprendo
razze delle quali si era a malapena accennato.
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Questa
avventura si svolge dopo pochi anni, 20 per la precisione,
dalla fine del precedente capitolo. Per chi non avesse giocato
alla prima avventura (quella di Joseph) facciamo presente
che l'evocatore, al culmine della sua missione, una volta
riuniti tutti gli anelli della profezia, si eleva dal piano
materiale assumendo le veci del dio Urath. In quel medesimo
istante, in un'altra parte del mondo, viene alla luce una
bambina, subito indicata da tutti come incarnazione della
dea Laharah. L'eroina di questa nuova missione è Pava (abbreviazione
di "Pavakhasija", letteralmente "Ragazzo della Profezia")
che, a differenza del suo predecessore, è ben conscia del
destino che l'attende. Infatti, venuta alla luce marchiata
con il simbolo degli evocatori, viene cresciuta ed istruita
a seguire il suo fato. Durante la sua crescita viene adorata
come una dea e tirocinata all'uso delle "Parole dei Signori"
dette anche "modellatrici di vita", per poi essere indicata
al raggiungimento della maggiore età, come regina incontrastata
del regno di Halassar. Ma come ogni persona di potere la sua
esistenza è minacciata da nemici che la vorrebbero vedere
morta. Il re dello stato di Galdry vuole la sua testa, e l'armata
di Urath, che ritiene la dea Laharah una divinità della morte,
si sta movendo ai confini dei suoi possedimenti. A lanciare
Pava nella sua avventura è un furto avvenuto all'interno di
uno dei suoi santuari, un tradimento di qualcuno vicino a
lei e che la spinge ad affrontare un rischioso viaggio attraverso
il mare di Midnight.
Per quello che riguarda lo scenario creato dalla THQ, le cose
che maggiormente differenzieranno questo nuovo capitolo della
saga dal suo predecessore sono, come già accennato, il venir
a contatto con razze nuove e strane che danno spessore all'essenza
di questo mondo . Faremo la conoscenza con la razza del fuoco,
quella della terra e dell'acqua, in più scopriremo alcuni
aspetti della loro esistenza che ignoravamo completamente.
Appartenente a una di queste è il Principe Neru, abitante
dell'isola di Teomura. Questo membro del nostro gruppo è caratterizzato
da un aspetto inquietante che ricorda molto quello di un drago
marino. Inoltre in Summoner 2 sono presenti elementi legati
alla pura fantascienza, come un automa animato grazie a gemme
magiche dotati armi da fuoco. Anche il sistema di evocazioni
è diverso. L'eroina di questa saga non richiama creature da
altri piani dimensionali per metterle al suo servizio ma,
utilizzando le "Parole Divine" e il potere delle rune, si
trasforma nella runa evocata per poi divenire lei stessa la
creatura voluta. In tutta l'avventura incontreremo sparse
per il mondo, tracciate selle rocce della conoscenza, 12 rune
per un totale di 12 evocazioni, tra le quali troviamo anche
"facce" famigliari come il Blood Juggernaut o la Blade of
Sand.
Per ora è tutto, speriamo che la THQ non si adagi sugli allori
e che mantenga alto lo standard del prodotto, regalandoci
un'avventura in puro stile fantasy (anche se il richiamo alla
fantascienza fa un po' storcere il naso) con ore di sano divertimento
videoludico. In attesa fervente attesa dell'uscita del gioco
e della seguente recensione, vi faccio i miei "Saluti dalla
cripta".
Ernesto
"nonmorto" Guerzoni
direttore dell'associazione Ludus
Magnus
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