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“Nessuno
dei membri del gruppo ha lavorato al gioco originale”…
è con queste parole che alla conferenza stampa presieduta
da Tsuyoshi Tanaka Capcom annunciava senza mezzi termini l’inizio
dei cantieri per la realizzazione di uno dei giochi più attesi
nel 2002: Devil May Cry 2.
Ma
procediamo con ordine, un pochino di storia non farà male.
Ad agosto dell’anno 2001 compare in europa un titolo atteso
da molti e criticato da altri: è contestato, ma nel giro di
brevissimo tempo l’aria di successo aleggia in ogni negozio
provvisto di almeno una copia di Devil May Cry. Dante, il
nostro eroe, abbigliato di tutto punto, senza remore e senza
paura si inoltra nel regno del Male, distrugge tutto, ammazza
chiunque, persino nello spazio è lui al centro di tutto; ed
alla fine trionfa, con la sua ironia conquista il videogiocatore
ed è già pronto a cominciare una nuova avventura a fianco
della sua bellissima compagna Trish. Capcom annuncia un neo-capolavoro,
nuovo look per il più trasgressivo ed impertinente degli eroi;
vestito succinto, sguardo bieco, armi più grandi, mosse ancora
più micidiali e questa volta un’alleata, che, come ha annunciato,
è per giunta sexy. Ma ciò che risalta subito agli occhi la
parte di scenario mostrata nei due video dell’E3 appare meno
cupa e tetra: si tratta di una città divisa in due zone ben
definite: nella parte bassa imita nello stile delle costruzioni
una classica città europea rinascimentale mentre più in alto,
come sfondo alle azioni del nostro eroe, si trasforma in una
grande metropoli americana. Secondo indiscrezioni i grattacieli
non saranno solamente sfondi di battaglia, ma Dante potrà
certamente combattere sui tetti dei palazzi, e magri esplorarli
al loro interno. Tra l’altro, viste le sue abilità nel primo
capitolo, in questo caso mi riferisco a quella di super salto,
spero solamente che al nostro eroe sia data la possibilità
di saltare tra un tetto e l’altro, introducendo magari caratteri
propri di altri tipi di giochi (forse platform?); Tanaka,
inoltre, assicura che l’intero gruppo sta ancora progettando
il gioco e quindi è ben disposto a prendere in considerazione
qualunque suggerimento, in modo da non lasciare niente al
caso. Il nemico principale di Dante in questo nuovo capitolo
del gioco sarà il signore della città, ma i suoi piani, il
suo aspetto e più in generale la trama rimangono ancora sconosciute.

La
novità più interessante del titolo pare essere la presenza
di una protagonista con la quale potremo sviluppare una trama
differente e parallela a quella centrale; la nuova eroina
sarà infatti caratterizzata da un inventario personale ed
inevitabilmente da un proprio stile di gioco. Inoltre troveremo
a darci una mano alcuni personaggi non giocanti (si pensa
a due o tre) che però non combatteranno al fianco di Dante
(scelta fatta in Onimusha 2), in accordo con quello che è
lo stile di gioco: esso basa la trama ed il proprio svolgimento
sull’evoluzione del personaggio principe, e per questo “non
sarebbe ammissibile farsi aiutare da qualcuno”(T. Tanaka).
Tralasciando ogni singola voce di corridoio che ha accompagnato
la proiezione dei filmati del gioco, il nuovo team di sviluppo
ha deciso di modificare leggermente il look di Dante, preferendo
uno spolverino rosso ad un pesante cappotto indossato nel
primo capitolo. Ma i programmatori non hanno previsto solo
un cambio d’abito. Anche l’atmosfera sarà meno tetra: Tanaka
vuole che chi giocherà a Devil May Cry 2 possa distinguere
appieno ogni singolo particolare della schermata di gioco
e, niente, ma proprio niente, deve sfuggire, magari per una
scarsa inquadratura o per uno scarso effetto di luce. Come
in ogni seguito che meriti tale titolo saranno migliorate
le animazioni (un accenno è stato fatto alla stoffa del mantello
che si muove al vento): nuovi fondali, più profondi e di grande
impatto visivo, come, per altro, i nuovi effetti visivi; anche
i mostri, almeno da quello che ho potuto notare nel video
di presentazione, conservano vecchi caratteri integrandone
di nuovi. Ma vedremo veramente un Dante rinnovato? Alla domanda,
devo ammetterlo, forse un po’ ingenua, sulle bocche dei gamer-responsabili
spunta un lieve sorrisino ironico (ma lo sapevate che fare
interviste può rivelarsi poco piacevole???): la risposta è
unanime. Un assenso generale, poi una voce: “Vedrete un Dante
rinnovato, vogliamo che i giocatori di tutto il mondo apprezzino
lo sforzo fatto ed imparino ad utilizzare ogni singola raffinatezza
cercata e richiesta”… e poi, bruscamente, si interrompe, e
non prosegue nella descrizione di quelle che potrebbero essere
le tanto attese nuove mosse di D.; posso solo dirvi che non
saranno poche, e possiamo sicuramente aspettarci delle sorprese
che ci lasceranno di stucco (d’altronde anche nel primo episodio
è stato così!). Anche l’aspetto demoniaco sarà reso più minaccioso
e che per questo l’intero sistema di gioco subirà dei mutamenti
non solo di carattere prettamente estetico. Tanaka ci tiene
a precisare che non sarà modificato il sistema dei controlli,
ma piuttosto parte dello staff sta studiando nuove tecniche
per una migliore gestione delle telecamere (non proprio all’altezza
nel primo capitolo).

Riguardo
l’armamento si è alzato un gran polverone in sala stampa ma
su tutti è prevalso il microfono: due o tre armi al massimo
saranno riprese dal primo capitolo (di certo le mitiche pistole
Ebony ed Ivory) mentre il resto dell’arsenale sarà totalmente
ridisegnato. Chiudendo qui la prima anteprima su quello che
pare essere uno dei massimi giochi del 2003 (a Novembre 2002
dovrebbe uscire l’edizione jap) posso tranquillamente affermare
che Devil May Cry 2, se le premesse saranno mantenute, si
imporrà sul mercato in modo ancora più evidente rispetto al
suo predecessore. Vista l’ampiezza degli scenari, le maggiori
possibilità di sfruttare al meglio l’hardware Ps2 mi sento
tranquillo nell’affermare che il gioco sarà un vero e proprio
titolo di punta, un titolo che, nonostante sia solo al 30%
dello sviluppo, assume già caratteri esaltante.
Matteo "Dark Angel" Braghetta
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