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Come
sarà ormai noto a molti PS2 "pro-pirateria" fan, lo scorso
gennaio Sony Riportava una schiacciante vittoria contro Channel
Technology, azienda che ha dato i natali ai chip di modifica
Messiah. In sede processuale Channel Tecnology aveva improntato
la propria linea difensiva sulla legittimità degli utenti
di poter backuppare i propri giochi e di poterli quindi leggere
sulla propria PS2 modificata. Inoltre i proggettatori di Messiah
hanno apportato alla propria ancora un'altra motivazione:
la legalità nel consentire ai consumatori la fruizione di
software di importazione. Ritenendosi pertanto estranea all'uso
illegale della periferica ad opera di diversi "pirati", Channel
Tecnology ha chiesto in ultima istanza alla corte di non accettare
le richieste di Sony circa lo stop immediato alla produzione
e commercializzazione dei mod-chip. Nonostante il giudice
Jacob Dean abbia annuito su quanto esposto dalla difesa, non
ha potuto non riconoscere il danno arrecato a Sony e diverse
SoftCo dalla diffusione di Messiah. Da
qui la sentenza favorevole a Sony, una sentenza più che giustificata
ma che ha lasciato interdetti un po' tutti (noi compresi)
per alcuni dei suoi contenuti. Infatti per proibire la produzione
dei chip il giudice Jacob ha dovuto assumere come illegale
anche l'utilizzo di software di importazione. Le polemiche
scatenate da questa parte della sentenza hanno riecheggiato
in tutto il vecchio continente, dilagando su forum e newsgroup
di migliaia di siti europei (e in taluni casi anche statunitensi).
A nostro avviso, la questione sarebbe stata più semplicemente
risolvibile imponendo a Channel Tecnology la produzione di
chip che abilitassero il sistema alla lettura di software
d'oltreoceano (o cmq d'oltre Europa), mediante l'elusione
dei "territorial lock-out" di PS2. Com'era prevedibile, le
vendite del cip ha subito una drastica contrazione in tutta
Europa, ripercotendosi inevitabilmente anche sugli altri cip
di modifica esistenti. Infatti, ond'evitare azioni legali
da parte di sony (o per estinguere quelle già intraprese),
molte aziende produttrici di mod-chip hanno bruscamente interrotto
l'erogazione di questi ultimi. Ad ogni modo, nonostante i
toni più che entusiastici che si sono diffusi in casa Sony,
Channel Technology ha stupito il mondo intero. Tutt'altro
che intenzionata a sottostare alla sentenza della corte britannica,
la società ha preso accordi con l'industria orientale, aprendo
una fabbrica di produzione di chip in Cina (paese dalla legislazione
molto permissiva in fatto di Copyright). Ma
l'azienda non si fermata qui; con scopi palesemente denigratori,
ha fatto bella mostra della catena di produzione cinese di
messiah aprendo il sito www.chinamessiah.com.
E così, mentre l'Europa grida allo scandalo per la presunta
illegalità insita nell'acquisto di giochi di importazione,
CH ride alle spalle di Sony. Ad ogni modo la produzione dei
mod-chip in terre così lontane pare aver inciso enormemente
sul costo degli stessi, lievitato a circa 180 euro. Pertanto,
seppur continui ad essere una minaccia, la larga diffusione
di Messiah al momento sembra aver subito un duro colpo. Pronti
a seguire gli eventi in ogni loro aspetto (importazione di
giochi in primis) vi rimandiamo ad un'eventuale aggiornamento
sulla questione.
Roberto
"nemesis" Cifra
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