Probabilmente
il genere in cui finora PS2 ha dato il meglio di se. Tutti
gli horror per il monolite nero sono gran bei giochi ed hanno
da dire la loro. Ma bando alle chiacchiere e passiamo a vedere
cosa propone il panorama PS2 in merito.
Devil May Cry
Anche
i demoni possono piangere. Stimolati da qualche fendente di
spada, vi assicuro che possono piangere. E per vedere questo
tanto acclamato pianto, abbiamo dovuto attendere un bel po'.
È da molto infatti che si parla del nuovo titolo Capcom, destinato
sembra a prendere il posto della famosa serie di Resident
Evil, che sarebbe stata resa un esclusiva per Game Cube. Vediamo
dunque, se Devil May Cry (DMC per gli amici) riesce a mantenere
tutte le promesse.
DMC (dopotutto noi siamo amici) si presenta come un gioco
d'azione, più che come un survival horror. Per questo la trama
è lasciata a se stessa, lineare e semplice, raccontata tranquillamente,
senza il bisogno di costruire molti risvolti, presentando
qualche sordido colpo di scena, che fa il marginale dovere
affidatogli.
Nei panni del figlio di un demone, che come tale ha ottenuto
gli oscuri poteri del padre, sarà vostro compito dirigervi
alla salvezza del mondo, per distruggere Mundus, sovrano degli
inferi, e fermare il suo diabolico piano di conquista.
Il gameplay è semplicemente eccezionale. Ogni combattimento
si trasforma in un'emozione, scorre fluido e immediato, freddo
e veloce. La gestione degli attacchi ravvicinati è ottima,
come del resto quella delle armi da fuoco, e una perfetta
sincronia unita ad una buona pratica riesce a dar vita a spettacoli
emozionanti. Infine, la spettacolarità degli attacchi in modalità
demone, la gestione delle mosse speciali che acquisirete durante
la partita, unite ai fulmini scaturiti dalla spada o alle
fiamme che seguiranno i vostri pugni rendono tutto ancor più
ammirevole.
La grafica di gioco è una delle migliori mai vista su Ps2.
I personaggi sono stati costruiti con minuziosa cura nei dettagli,
e i modelli dei volti sono splendidi, animati ottimamente
durante le molte sequenze in tempo reale. Durante il gioco
le animazioni sono decisamente fluide, e anche se siamo stati
costretti a dimenticarci della modalità 60 Frame/sec presente
nella versione giapponese, il gioco mantiene una buona velocità
(50 FPS). La ricostruzione degli ambienti in stile gotico
è ottima, sempre pulita(sembra che in questo periodo molti
sviluppatori abbiano compreso l'importanza dell'anti-aliasing),
illuminata da molte fonti di luce che si riflettono con la
dovuta intensità, contribuendo a creare un'atmosfera perfettamente
intonata. Il design dei demoni è buono, anche se molte volte,
nel voler aggiungere troppi particolari, si nota un po' di
confusione. Ottima l'ombra del personaggio, che si proietta
a terra fedele alle fonti d'illuminazione presenti nell'ambiente
circostante.
Purtroppo il gioco è cortissimo. La modalità facile, terminata
senza concludere le missioni segrete, garantisce poco più
di quattro ore di gioco. Settato il livello normale, il coefficiente
di difficoltà aumenterà anche la durata della vostra avventura.
Inoltre la decina di missioni bonus, ottimamente nascoste,
contribuisce, seppur in minima parte, ad aumentare il tempo
necessario per terminare il gioco, che tuttavia non basta
a soddisfare le esigenze dei giocatori.
Devil May Cry brilla senza dubbio in molti campi, ma per gridare
al capolavoro c'è bisogno di altro tempo, soprattutto a causa
della poca longevità. Rimane tuttavia un valido acquisto per
tutti i possessori di Ps2.
Soul Reaver 2
Secondo
molti, la vendetta è un piatto da gustare freddo. E seguendo
quest'indicazione, alla Eidos ci hanno fatto aspettare un
bel po' prima di farci tornare nei panni di Raziel, vampiro
intrappolato fra la materialità del mondo e la spiritualità
dell'anima, sempre costante nel tentativo di saziare la sua
voglia di riscatto morale.
Dopo aver lasciato le cose a metà nel primo capitolo della
serie, Raziel è quindi deciso a seguire il suo malvagio nemico,
Kain, fuggito fra i meandri del tempo un attimo prima del
compiersi del nostro cruento volere.
Soul Reaver 2 arriva quindi sulla nuova (dovrò smettere di
usarlo, prima o poi) console Sony. Nel cercare di dare la
morte al vostro avversario vi imbatterete così in una trama
ben raccontata, strutturata in maniera impeccabile. Rivelativa
quanto basta, mirata a confondere il giocatore mettendogli
davanti verità inaspettate, oscuri segreti, dubbi apparentemente
insolubili. Anche il sistema di gioco si rivela un ottimo
elemento, fedele per molti versi a quello del primo episodio.
Basato quindi sui combattimenti e sulla risoluzione di diversi
enigmi. La gestione degli scontri all'arma bianca è decisamente
buona, e decapitare i vostri avversari vi divertirà non poco.
Anche la strutturazione degli enigmi è studiata al meglio,
basata sia sul vecchio dualismo fra materiale e spirituale
che tutti gli amanti del primo episodio conoscono, sia sull'introduzione
di nuovi elementi, quali forge elementali che doneranno alla
Mietitrice d'Anime, vostra fedele spada, particolari poteri,
necessari per proseguire nell'avventura.
Molto curata, soprattutto nelle ambientazioni, è la grafica
di gioco. L'inconfondibile stile della serie si riflette ottimamente
nella costruzione degli spazi aperti, come nella progettazione
degli ambienti angusti di fortezze o palazzi. L'atmosfera
è ottima, oscura e contristata quando serve, più rilassante
dove necessario. Gli effetti atmosferici sono usati in modo
egregio, e non certo per nascondere pecche grafiche, visto
che il gioco ne soffre ben poco.
Anche i personaggi sono costruiti bene, e una particolare
attenzione è stata data al protagonista. Da posizionare su
un gradino più basso le animazioni, gravate in poche situazioni
di alcune imperfezioni.
Molti si lamenteranno della poca longevità del gioco, altri
della troppa linearità. Effettivamente questi difetti sussistono
e sono notevoli pecche.
D'altra parte Soul reaver 2 si dimostra un buon titolo per
alcuni aspetti, ed è immancabile nella biblioteca videoludica
di un appassionato della serie. Senza fare troppe anticipazioni
per quanto riguarda il susseguirsi degli eventi, vi consiglio
personalmente il gioco, e vi aspetto per la recensione del
terzo capitolo (ci sarà, fidatevi).
Resident Evil: Code: Veronica X
L'esistenza
di Umbrella Corporation ormai non è più un mistero per gli
appassionati di videogiochi, e soprattutto per colo hanno
posseduto una PSX o un DC. Nel corso degli ultimi anni Capcom
ha ci ha proposto una serie di giochi che hanno costituito
una vera e propria Sega. Stiamo ovviamente parlando di Resindet
Evil (Bio Hazard nella terra del solo levante). Se c'era una
cosa che non poteva mancare sul monolite nero era proprio
un episodio della saga e, prima di stringere l'accordo di
esclusiva con Nintendo, Capcom ha voluto deliziarci con la
conversione dalla versione DC di Resident Evil: Code Veronica.
Cominciamo subito con il dire che questo capitolo è probabilmente
il migliore di tutta la saga. Il gioco comincerà quando Claire
Redfield (sorella di Chris già incontrata in RE2) alla continua
ricerca del fratello sarà scoperta in una delle sedi di Umbrella
intenta a cercare delle informazioni che possano darle delle
indicazioni più precise. La trama vi porterà a scoprire nuovi
colpi di scena e nel corso del gioco potrete rincontrare vecchie
conoscenze e farne delle nuove. Il comparto grafico è notevole
e finalmente Resident Evil approda al 3D assoluto. Scordatevi
quindi le ambientazioni prerenderizzate (ma comunque eccellenti)
che hanno caratterizzato i prequel. Tutto, ma proprio tutto,
sarà costituito da poligoni il che ha permesso ai programmatori
di animare anche le telecamere che potranno seguire in maniera
migliore le vostre azioni. Le texture sono molto buone e le
bump map non fanno eccezione. Le sorgenti di luce dinamiche
(fiamme, lampadine intermittenti etc.) avranno delle ripercussioni
sull'ambiente circostante e addirittura sull'illuminazione
dei personaggi. E proprio parlando dei personaggi non possiamo
non mettere in evidenza la cura che è stata proposta nella
loro realizzazione. I volti sono incredibili, costituiti da
un altro numero di poligoni e addirittura superiori in qualità
agli ottimi visi dei personaggi di Devil May Cry. La giocabilità
resta inalterata nel concept riproponendo lo stesso sistema
di controllo dei precedenti episodi e lo stessa struttura
che richiede la risoluzione di diversi enigmi ben progettati
più l'abbattimento di un considerevole numero di nemici disumani.
Le aree che potrete visitare sono, per estensione, due volte
e mezzo quelle di RE3 e la loro realizzazione ispira un senso
di spazialità mai provato nelle passate incarnazioni del titolo.
La longevità è garantita dalla possibilità di affrontare il
gioco con due personaggi principali (ad ognuno di loro è dedicato
un disco). Inoltre completando l'avventura con un buon voto
finale avrete la possibilità di sbloccare alcuni piccoli segreti
che aumenteranno ancora di più la durata e la rigiocabilità
del titolo. Nel corso delle nostre peripezie verremo aiutati
da altri personaggi che potremo controllare ed il cui intervento
sarà necessario per l'avanzamento verso il boss finale. Inoltre
il game è introdotto da un filmato in CG che ha del commovente.
In determinate occasioni i risvolti della storia faranno leva
sulle vostre emozioni coinvolgendovi quasi fino al pianto
(i più sensibili forse qualche lacrimuccia la verseranno)
grazie all'abilità degli sceneggiatori e a dei doppiatori
Inglesi davvero bravi. La loro recitazione infatti è tale
che anche non capendo una parola di inglese il tono della
loro voce riuscirà a coinvolgervi nei suddetti passaggi. In
definitiva un titolo davvero valido e di cui consigliamo l'acquisto
essendo il primo ed unico gioco della saga che a detta di
Capcom avremo su PS2.
Onimusha
Capcom
sembra ormai essersi dedicata completamente al genere del
survival horror. Infatti le sue produzioni più importanti
per PS2, PSX e per il nuovissimo X - BOX appartengono a questo
genere. Onimusha ne è l'ennesimo esempio. Il gioco nel suo
concept ha molti aspetti in comune con la saga di Resident
Evil. La trama è ambientata nel Giappone medievale ai tempi
di Nobunaga. La principessa Yuki, accortasi di una serie di
eventi particolari che si stanno susseguendo nel suo castello
invocherà l'aiuto del samurai Samanosuke, protagonista del
gioco. Purtroppo quest'ultimo arriverà troppo tardi al castello
e la situazione, ormai degenerata, richiederà il vostro pronto
intervento. Nelle prime fasi di gioco riceveremo in dono dal
clan degli Ogre un portentoso guanto magico che ci permetterà
di assorbire le anime dei nemici uccisi e di montare degli
orb, sfere a cui corrisponde una diversa arma magica. Sia
gli orb che le armi saranno potenziabili fino al terzo livello
presso specifiche zone in cui troveremo dei "Magic Mirror",
Il potenziamento avverrà grazie al numero di anime inglobate
nel guanto. Il potenziamento dell'arma comporterà l'evoluzione
dell'arma che oltre a subire una metamorfosi sarà anche più
potente. Il potenziamento degli orb invece si tradurrà in
una maggior efficacia degli attacchi magici ad essi associati.
Il vostro arsenali comunque sarà implementabile anche da altre
armi più armature che dovrete scovare e che vi garantiranno
una protezione migliore. Inoltre, come accadeva in RE,
Le ambientazioni sono prerenderizzate (ma la loro qualità
è impressionante) e per tanto le possibilità di interazione
con il fondale saranno relegate a determinati oggetti. Inoltre
per una discreta parte dell'avventura dovrete controllare
un personaggio complementare (una ninja) che si rivelerà utile
per scoprire locazioni altrimenti inaccessibili. La giocabilità
è eccellente e combattere contro i nemici in scontri all'arma
bianca si rivelerà soddisfacente e spesso non troppo semplice,
anzi. La longevità è discreta ma non ci sono inserti che vi
incentiveranno a rigiocare il titolo. In definitiva Onmusha
è un gioco molto buono che consigliamo senza riserve, a patto
che siate disposti a passare sopra alla longevità non elevata.
Silent Hill 2
Sequel
di uno dei giochi più gettonati per PS2, SH2 si mette subito
in evidenza per la pregiata realizzazione tecnica. Il gioco
comincerà quando il personaggio principale riceverà una lettera
della moglie che lo inviterà a raggiungerla nella cittadina
di Silent Hill. L'unico problema è che la moglie è morta tre
anni prima. Tuttavia la scrittura e la firma sono le sue ed
inoltre un forte presentimento vi dice che questo non è uno
scherzo. Ecco quindi che vi imbatterete nella cupa e nebbiosa
città, anche se prima di arrivarci dovrete passare in mezzo
ad una foresta caratterizzata da rumori di sottofondo che
vi faranno tremare. La realizzazione grafica mette in evidenza
delle ambientazioni cupe e spettrali. Gli interni in cui vi
imbatterete saranno quasi sempre bui e, a volte, troverete
in essi degli scenari cruenti che aumenteranno il senso di
irrequietudine che già starà pervadendo ogni singola membra
del vostro corpo. Nel corse del gioco ci imbatteremo in creature
spaventose e dalle intenzioni ostili, pertanto dovremo difenderci
con alcune armi che troveremo sparse in giro. La nostra prima
arma sarà un bastone chiodato che staccheremo da una staccionata
per difenderci dal primo mostro, ma poi potremo far affidamento
su qualcosa di più sostanzioso. La storia si rivela sempre
affascinante ed i colpi di scena infonderanno in voi un senso
di stordimento generale e la voglia di arrivare alla verità.
Ma prima di arrivarci verrete disorientati e, fino alla fine
del gioco, non capirete cosa stia realmente accadendo. Come
accadeva nel primo SH anche qui prima o poi ci imbatteremo
in un mondo parallelo che mantiene inalterate le mappe di
gioco ma in cui la struttura delle locazioni risulta molto
modificata. La grafica è interamente poligonale, dettagliata
e realizzata con cura. Purtroppo l'interazione con i fondali
sarà pressoché inesistente e questo compito spetterà a zone
ed oggetti specifici. Negli open space la nebbia sarà un elemento
onnipresente e aumenterà il senso di terrore che accompagna
il gioco. Le musiche sono adatte all'atmosfera generale del
gioco e contribuiranno notevolmente a sottolineare i momenti
più drammatici e ad accompagnare a dovere tutto il resto.
La giocabilità è eccellente e seppur l'azione risulti lenta
per esigenze di "copione" la sensazione generale sarà quella
di non sapere mai come andrà a finire. La costante sensazione
di pericolo è un altro elemento che i programmatori hanno
curato a dovere e a volte vi ritroverete in locazioni in cui
tutto farà pensare al peggio ed invece non accadrà proprio
nulla. La longevità è buona grazie ad un discreto numero di
ore di gioco. Il carattere investigativo del gioco lo rende
concettualmente simile a Resident Evil anche se in SH2 la
componente psicologica giocherà un ruolo notevole sull'angoscia
e le emozioni del giocatore. Ultima chicca apprezzatissima:
Konami ha inserito nella confezione un DVD che illustrerà
la realizzazione del gioco, dalla grafica alla sceneggiatura.
Un acquisto obbligato per tutti gli amanti del genere e ampiamente
consigliato a tutti, dai 15 anni in su.
Il re dell'horror
Anche
in questo caso la decisione del miglior titolo in assoluto
non è semplice. Tutti i giochi considerati dovrebbero essere
nelle softeche dei possessori PS2. Tuttavia dovendo scegliere
escludiamo a priori "Onimusha" e "Resident Evil Code" perché
sono usciti già da qualche mese. Il confronto si riduce pertanto
agli ultimi usciti, DMC, SR2 e SH2. In questo caso lo scontro
è appassionante perché tutti i titoli hanno molti colpi in
canna. DMC è un gioco improntato sull'azione pura e caratterizzato
da un gameplay frenetico. I diversi enigmi presenti nel gioco
sono molto semplici pertanto non influiscono sulla velocità
generale dell'azione. Il suo unico difetto è che è troppo
corto. SR2 è un gioco molto valido, meno frenetico e con più
attenzione verso gli enigmi. Tuttavia la giocabilità di questo
titolo si rivela eccellente e la trama molto coinvolgente.
SH2 invece è un gioco agli antipodi dei due presentati. Molto
investigativo e cadenzato da ritmi più lenti vi farà provare
il terrore puro (date un occhiata la nostro forum nella sezione
Silent Hill 2 e capirete).
Considerando quanto detto i tre giochi si rivelano tutti degli
ottimi acquisti e li promuoviamo sul gradino più alto a pari
merito. Infatti li troverete tutti nella top ten finale degli
acquisti consigliati. Come farete a scegliere allora? Dipenderà
dai vostri gusti principalmente ma per aiutarvi schematizziamo
di seguito le peculiarità di ognuno.
Devil May Cry: Azione e frenesia allo stato puro più un ottimo
gamplay. Tuttavia è troppo corto.
Soul Reaver 2: Ottima giocabilità e buona strutturazione degli
enigmi.
Silent Hill 2: Titolo affascinante sotto molteplici aspetti.
L'azione è stata sacrificata per una componente investigativa
molto accentuata. Sicuramente uno dei migliori titoli per
PS2.
Buon divertimento e ricordate di spegnere la luci prima di
cominciare a giocare.
VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3
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