VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3 e forum Forum Videogiochi

 
 
Speciali
Survival Horror
 
 
 

Introduzione

Probabilmente il genere in cui finora PS2 ha dato il meglio di se. Tutti gli horror per il monolite nero sono gran bei giochi ed hanno da dire la loro. Ma bando alle chiacchiere e passiamo a vedere cosa propone il panorama PS2 in merito.

Devil May Cry

Anche i demoni possono piangere. Stimolati da qualche fendente di spada, vi assicuro che possono piangere. E per vedere questo tanto acclamato pianto, abbiamo dovuto attendere un bel po'. È da molto infatti che si parla del nuovo titolo Capcom, destinato sembra a prendere il posto della famosa serie di Resident Evil, che sarebbe stata resa un esclusiva per Game Cube. Vediamo dunque, se Devil May Cry (DMC per gli amici) riesce a mantenere tutte le promesse.
DMC (dopotutto noi siamo amici) si presenta come un gioco d'azione, più che come un survival horror. Per questo la trama è lasciata a se stessa, lineare e semplice, raccontata tranquillamente, senza il bisogno di costruire molti risvolti, presentando qualche sordido colpo di scena, che fa il marginale dovere affidatogli.
Nei panni del figlio di un demone, che come tale ha ottenuto gli oscuri poteri del padre, sarà vostro compito dirigervi alla salvezza del mondo, per distruggere Mundus, sovrano degli inferi, e fermare il suo diabolico piano di conquista.
Il gameplay è semplicemente eccezionale. Ogni combattimento si trasforma in un'emozione, scorre fluido e immediato, freddo e veloce. La gestione degli attacchi ravvicinati è ottima, come del resto quella delle armi da fuoco, e una perfetta sincronia unita ad una buona pratica riesce a dar vita a spettacoli emozionanti. Infine, la spettacolarità degli attacchi in modalità demone, la gestione delle mosse speciali che acquisirete durante la partita, unite ai fulmini scaturiti dalla spada o alle fiamme che seguiranno i vostri pugni rendono tutto ancor più ammirevole.
La grafica di gioco è una delle migliori mai vista su Ps2. I personaggi sono stati costruiti con minuziosa cura nei dettagli, e i modelli dei volti sono splendidi, animati ottimamente durante le molte sequenze in tempo reale. Durante il gioco le animazioni sono decisamente fluide, e anche se siamo stati costretti a dimenticarci della modalità 60 Frame/sec presente nella versione giapponese, il gioco mantiene una buona velocità (50 FPS). La ricostruzione degli ambienti in stile gotico è ottima, sempre pulita(sembra che in questo periodo molti sviluppatori abbiano compreso l'importanza dell'anti-aliasing), illuminata da molte fonti di luce che si riflettono con la dovuta intensità, contribuendo a creare un'atmosfera perfettamente intonata. Il design dei demoni è buono, anche se molte volte, nel voler aggiungere troppi particolari, si nota un po' di confusione. Ottima l'ombra del personaggio, che si proietta a terra fedele alle fonti d'illuminazione presenti nell'ambiente circostante.
Purtroppo il gioco è cortissimo. La modalità facile, terminata senza concludere le missioni segrete, garantisce poco più di quattro ore di gioco. Settato il livello normale, il coefficiente di difficoltà aumenterà anche la durata della vostra avventura. Inoltre la decina di missioni bonus, ottimamente nascoste, contribuisce, seppur in minima parte, ad aumentare il tempo necessario per terminare il gioco, che tuttavia non basta a soddisfare le esigenze dei giocatori.
Devil May Cry brilla senza dubbio in molti campi, ma per gridare al capolavoro c'è bisogno di altro tempo, soprattutto a causa della poca longevità. Rimane tuttavia un valido acquisto per tutti i possessori di Ps2.

Soul Reaver 2

Secondo molti, la vendetta è un piatto da gustare freddo. E seguendo quest'indicazione, alla Eidos ci hanno fatto aspettare un bel po' prima di farci tornare nei panni di Raziel, vampiro intrappolato fra la materialità del mondo e la spiritualità dell'anima, sempre costante nel tentativo di saziare la sua voglia di riscatto morale.
Dopo aver lasciato le cose a metà nel primo capitolo della serie, Raziel è quindi deciso a seguire il suo malvagio nemico, Kain, fuggito fra i meandri del tempo un attimo prima del compiersi del nostro cruento volere.
Soul Reaver 2 arriva quindi sulla nuova (dovrò smettere di usarlo, prima o poi) console Sony. Nel cercare di dare la morte al vostro avversario vi imbatterete così in una trama ben raccontata, strutturata in maniera impeccabile. Rivelativa quanto basta, mirata a confondere il giocatore mettendogli davanti verità inaspettate, oscuri segreti, dubbi apparentemente insolubili. Anche il sistema di gioco si rivela un ottimo elemento, fedele per molti versi a quello del primo episodio. Basato quindi sui combattimenti e sulla risoluzione di diversi enigmi. La gestione degli scontri all'arma bianca è decisamente buona, e decapitare i vostri avversari vi divertirà non poco. Anche la strutturazione degli enigmi è studiata al meglio, basata sia sul vecchio dualismo fra materiale e spirituale che tutti gli amanti del primo episodio conoscono, sia sull'introduzione di nuovi elementi, quali forge elementali che doneranno alla Mietitrice d'Anime, vostra fedele spada, particolari poteri, necessari per proseguire nell'avventura.
Molto curata, soprattutto nelle ambientazioni, è la grafica di gioco. L'inconfondibile stile della serie si riflette ottimamente nella costruzione degli spazi aperti, come nella progettazione degli ambienti angusti di fortezze o palazzi. L'atmosfera è ottima, oscura e contristata quando serve, più rilassante dove necessario. Gli effetti atmosferici sono usati in modo egregio, e non certo per nascondere pecche grafiche, visto che il gioco ne soffre ben poco.
Anche i personaggi sono costruiti bene, e una particolare attenzione è stata data al protagonista. Da posizionare su un gradino più basso le animazioni, gravate in poche situazioni di alcune imperfezioni.
Molti si lamenteranno della poca longevità del gioco, altri della troppa linearità. Effettivamente questi difetti sussistono e sono notevoli pecche.
D'altra parte Soul reaver 2 si dimostra un buon titolo per alcuni aspetti, ed è immancabile nella biblioteca videoludica di un appassionato della serie. Senza fare troppe anticipazioni per quanto riguarda il susseguirsi degli eventi, vi consiglio personalmente il gioco, e vi aspetto per la recensione del terzo capitolo (ci sarà, fidatevi).

Resident Evil: Code: Veronica X

L'esistenza di Umbrella Corporation ormai non è più un mistero per gli appassionati di videogiochi, e soprattutto per colo hanno posseduto una PSX o un DC. Nel corso degli ultimi anni Capcom ha ci ha proposto una serie di giochi che hanno costituito una vera e propria Sega. Stiamo ovviamente parlando di Resindet Evil (Bio Hazard nella terra del solo levante). Se c'era una cosa che non poteva mancare sul monolite nero era proprio un episodio della saga e, prima di stringere l'accordo di esclusiva con Nintendo, Capcom ha voluto deliziarci con la conversione dalla versione DC di Resident Evil: Code Veronica. Cominciamo subito con il dire che questo capitolo è probabilmente il migliore di tutta la saga. Il gioco comincerà quando Claire Redfield (sorella di Chris già incontrata in RE2) alla continua ricerca del fratello sarà scoperta in una delle sedi di Umbrella intenta a cercare delle informazioni che possano darle delle indicazioni più precise. La trama vi porterà a scoprire nuovi colpi di scena e nel corso del gioco potrete rincontrare vecchie conoscenze e farne delle nuove. Il comparto grafico è notevole e finalmente Resident Evil approda al 3D assoluto. Scordatevi quindi le ambientazioni prerenderizzate (ma comunque eccellenti) che hanno caratterizzato i prequel. Tutto, ma proprio tutto, sarà costituito da poligoni il che ha permesso ai programmatori di animare anche le telecamere che potranno seguire in maniera migliore le vostre azioni. Le texture sono molto buone e le bump map non fanno eccezione. Le sorgenti di luce dinamiche (fiamme, lampadine intermittenti etc.) avranno delle ripercussioni sull'ambiente circostante e addirittura sull'illuminazione dei personaggi. E proprio parlando dei personaggi non possiamo non mettere in evidenza la cura che è stata proposta nella loro realizzazione. I volti sono incredibili, costituiti da un altro numero di poligoni e addirittura superiori in qualità agli ottimi visi dei personaggi di Devil May Cry. La giocabilità resta inalterata nel concept riproponendo lo stesso sistema di controllo dei precedenti episodi e lo stessa struttura che richiede la risoluzione di diversi enigmi ben progettati più l'abbattimento di un considerevole numero di nemici disumani. Le aree che potrete visitare sono, per estensione, due volte e mezzo quelle di RE3 e la loro realizzazione ispira un senso di spazialità mai provato nelle passate incarnazioni del titolo. La longevità è garantita dalla possibilità di affrontare il gioco con due personaggi principali (ad ognuno di loro è dedicato un disco). Inoltre completando l'avventura con un buon voto finale avrete la possibilità di sbloccare alcuni piccoli segreti che aumenteranno ancora di più la durata e la rigiocabilità del titolo. Nel corso delle nostre peripezie verremo aiutati da altri personaggi che potremo controllare ed il cui intervento sarà necessario per l'avanzamento verso il boss finale. Inoltre il game è introdotto da un filmato in CG che ha del commovente. In determinate occasioni i risvolti della storia faranno leva sulle vostre emozioni coinvolgendovi quasi fino al pianto (i più sensibili forse qualche lacrimuccia la verseranno) grazie all'abilità degli sceneggiatori e a dei doppiatori Inglesi davvero bravi. La loro recitazione infatti è tale che anche non capendo una parola di inglese il tono della loro voce riuscirà a coinvolgervi nei suddetti passaggi. In definitiva un titolo davvero valido e di cui consigliamo l'acquisto essendo il primo ed unico gioco della saga che a detta di Capcom avremo su PS2.

Onimusha

Capcom sembra ormai essersi dedicata completamente al genere del survival horror. Infatti le sue produzioni più importanti per PS2, PSX e per il nuovissimo X - BOX appartengono a questo genere. Onimusha ne è l'ennesimo esempio. Il gioco nel suo concept ha molti aspetti in comune con la saga di Resident Evil. La trama è ambientata nel Giappone medievale ai tempi di Nobunaga. La principessa Yuki, accortasi di una serie di eventi particolari che si stanno susseguendo nel suo castello invocherà l'aiuto del samurai Samanosuke, protagonista del gioco. Purtroppo quest'ultimo arriverà troppo tardi al castello e la situazione, ormai degenerata, richiederà il vostro pronto intervento. Nelle prime fasi di gioco riceveremo in dono dal clan degli Ogre un portentoso guanto magico che ci permetterà di assorbire le anime dei nemici uccisi e di montare degli orb, sfere a cui corrisponde una diversa arma magica. Sia gli orb che le armi saranno potenziabili fino al terzo livello presso specifiche zone in cui troveremo dei "Magic Mirror", Il potenziamento avverrà grazie al numero di anime inglobate nel guanto. Il potenziamento dell'arma comporterà l'evoluzione dell'arma che oltre a subire una metamorfosi sarà anche più potente. Il potenziamento degli orb invece si tradurrà in una maggior efficacia degli attacchi magici ad essi associati. Il vostro arsenali comunque sarà implementabile anche da altre armi più armature che dovrete scovare e che vi garantiranno una protezione migliore. Inoltre, come accadeva in RE,
Le ambientazioni sono prerenderizzate (ma la loro qualità è impressionante) e per tanto le possibilità di interazione con il fondale saranno relegate a determinati oggetti. Inoltre per una discreta parte dell'avventura dovrete controllare un personaggio complementare (una ninja) che si rivelerà utile per scoprire locazioni altrimenti inaccessibili. La giocabilità è eccellente e combattere contro i nemici in scontri all'arma bianca si rivelerà soddisfacente e spesso non troppo semplice, anzi. La longevità è discreta ma non ci sono inserti che vi incentiveranno a rigiocare il titolo. In definitiva Onmusha è un gioco molto buono che consigliamo senza riserve, a patto che siate disposti a passare sopra alla longevità non elevata.

Silent Hill 2

Sequel di uno dei giochi più gettonati per PS2, SH2 si mette subito in evidenza per la pregiata realizzazione tecnica. Il gioco comincerà quando il personaggio principale riceverà una lettera della moglie che lo inviterà a raggiungerla nella cittadina di Silent Hill. L'unico problema è che la moglie è morta tre anni prima. Tuttavia la scrittura e la firma sono le sue ed inoltre un forte presentimento vi dice che questo non è uno scherzo. Ecco quindi che vi imbatterete nella cupa e nebbiosa città, anche se prima di arrivarci dovrete passare in mezzo ad una foresta caratterizzata da rumori di sottofondo che vi faranno tremare. La realizzazione grafica mette in evidenza delle ambientazioni cupe e spettrali. Gli interni in cui vi imbatterete saranno quasi sempre bui e, a volte, troverete in essi degli scenari cruenti che aumenteranno il senso di irrequietudine che già starà pervadendo ogni singola membra del vostro corpo. Nel corse del gioco ci imbatteremo in creature spaventose e dalle intenzioni ostili, pertanto dovremo difenderci con alcune armi che troveremo sparse in giro. La nostra prima arma sarà un bastone chiodato che staccheremo da una staccionata per difenderci dal primo mostro, ma poi potremo far affidamento su qualcosa di più sostanzioso. La storia si rivela sempre affascinante ed i colpi di scena infonderanno in voi un senso di stordimento generale e la voglia di arrivare alla verità. Ma prima di arrivarci verrete disorientati e, fino alla fine del gioco, non capirete cosa stia realmente accadendo. Come accadeva nel primo SH anche qui prima o poi ci imbatteremo in un mondo parallelo che mantiene inalterate le mappe di gioco ma in cui la struttura delle locazioni risulta molto modificata. La grafica è interamente poligonale, dettagliata e realizzata con cura. Purtroppo l'interazione con i fondali sarà pressoché inesistente e questo compito spetterà a zone ed oggetti specifici. Negli open space la nebbia sarà un elemento onnipresente e aumenterà il senso di terrore che accompagna il gioco. Le musiche sono adatte all'atmosfera generale del gioco e contribuiranno notevolmente a sottolineare i momenti più drammatici e ad accompagnare a dovere tutto il resto. La giocabilità è eccellente e seppur l'azione risulti lenta per esigenze di "copione" la sensazione generale sarà quella di non sapere mai come andrà a finire. La costante sensazione di pericolo è un altro elemento che i programmatori hanno curato a dovere e a volte vi ritroverete in locazioni in cui tutto farà pensare al peggio ed invece non accadrà proprio nulla. La longevità è buona grazie ad un discreto numero di ore di gioco. Il carattere investigativo del gioco lo rende concettualmente simile a Resident Evil anche se in SH2 la componente psicologica giocherà un ruolo notevole sull'angoscia e le emozioni del giocatore. Ultima chicca apprezzatissima: Konami ha inserito nella confezione un DVD che illustrerà la realizzazione del gioco, dalla grafica alla sceneggiatura. Un acquisto obbligato per tutti gli amanti del genere e ampiamente consigliato a tutti, dai 15 anni in su.

Il re dell'horror

Anche in questo caso la decisione del miglior titolo in assoluto non è semplice. Tutti i giochi considerati dovrebbero essere nelle softeche dei possessori PS2. Tuttavia dovendo scegliere escludiamo a priori "Onimusha" e "Resident Evil Code" perché sono usciti già da qualche mese. Il confronto si riduce pertanto agli ultimi usciti, DMC, SR2 e SH2. In questo caso lo scontro è appassionante perché tutti i titoli hanno molti colpi in canna. DMC è un gioco improntato sull'azione pura e caratterizzato da un gameplay frenetico. I diversi enigmi presenti nel gioco sono molto semplici pertanto non influiscono sulla velocità generale dell'azione. Il suo unico difetto è che è troppo corto. SR2 è un gioco molto valido, meno frenetico e con più attenzione verso gli enigmi. Tuttavia la giocabilità di questo titolo si rivela eccellente e la trama molto coinvolgente. SH2 invece è un gioco agli antipodi dei due presentati. Molto investigativo e cadenzato da ritmi più lenti vi farà provare il terrore puro (date un occhiata la nostro forum nella sezione Silent Hill 2 e capirete).
Considerando quanto detto i tre giochi si rivelano tutti degli ottimi acquisti e li promuoviamo sul gradino più alto a pari merito. Infatti li troverete tutti nella top ten finale degli acquisti consigliati. Come farete a scegliere allora? Dipenderà dai vostri gusti principalmente ma per aiutarvi schematizziamo di seguito le peculiarità di ognuno.

Devil May Cry: Azione e frenesia allo stato puro più un ottimo gamplay. Tuttavia è troppo corto.

Soul Reaver 2: Ottima giocabilità e buona strutturazione degli enigmi.

Silent Hill 2: Titolo affascinante sotto molteplici aspetti. L'azione è stata sacrificata per una componente investigativa molto accentuata. Sicuramente uno dei migliori titoli per PS2.

Buon divertimento e ricordate di spegnere la luci prima di cominciare a giocare.

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IMMAGINI

 
DMC
 
Soul Reaver 2
 
RE: Code Veronica X
 
Onimusha
 
Silent Hill 2

 

   

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