VI RICORDIAMO CHE QUESTO E' IL VECCHIO PLAY2EYE, PER IL NUOVO PS3 e forum Forum Videogiochi

 
 
Play2Mail
Sezione a cura di Nemesis
 
 
 

Un commento sui prezzi
di Michele colonna

Salve grandiosa e competente redazione di p2e, sono un vostro assiduo lettore ho 25 anni e come ben potreste immaginare studio videolucogia da molti anni! fin dai tempi precedenti il mitico c64! ebbene molte cose sono cambiate e non certo me ne lamento fatto sta che vi scrivo sia per complimentarmi con voi per il servizio che mi offrite sia per farvi notare una cosina! insomma non voglio stare qui a riprendere il problema del costo eccessivo dei giochi! ma vi rendete conto che con l'entrata dell'euro questi aumentano sempre piu'!
e tutto questo perche'? che adattamento dei prezzi c'e' stato!?
Vi faccio un esempio: come voi ben saprete i giochi distribuiti da Sony stessa costavano tutti £ 99.000 ora invece hanno un prezzo di 61,92 euro! che a conti fatti e' una ventina di mila lire di piu'! insomma qui non se ne puo' piu'! passi avanti se ne sono fatti è vero ma non solo a livello tecnico ma sopratutto a livello di aumento esponenziale dei prezzi!
insomma quasi quasi vado a recuperare il mio vecchio commodore64 e le mie belle cassette da 10 mila trovate nelle riviste datate 1986 e risolvo il problema!

Risposta:

Il fenomeno degli aumenti dei prezzi, a causa del passaggio all'Euro, ha interessato diverse branche dell'economia e, in alcune circostanze, neanche il settore videogiochi è stato risparmiato. E così ci ritroviamo con i titoli pubblicati dalla stessa Sony aumentati di un buon 20%. Probabilmente SCEE ha deciso di allineare il suo prezzario in tutta l'Unione Europea e per tanto dovremmo informarci se a Parigi un gioco costa più o meno come a Milano. Certo è che ora i giochi distribuiti direttamente da Sony hanno un prezzo identico a quelli commercializzati dai distributori indipendenti. C'è da augurarsi che l'eventuale allineamento di prezzo si traduca, con il tempo, in sensibili cali di prezzo, almeno sui titoli distribuiti da SCEE. Per il momento pare proprio di no e questa politica della stessa Sony, nonché il costo di un titolo originale, potrebbero spingere qualcuno a pensare che l'unica soluzione sia la pirateria, concetto espresso in toni forti nella mail che segue.

"A favore della pirateria"
di Eugenio Catalano

La pirateria?
Alcuni giochi li compro originali altri non posso perché non ho i soldi sufficienti. Che devo dirvi? Beati voi che avete tutti 'stì soldi!!!!
Non guadagno 5.000.000 al mese e non posso spendere 300.000 al mese in giochi. Quindi meno male che c'è la pirateria altrimenti non avrei comprato neanche la console, e anzi che denigrare chi, per ovvie ragioni economiche, non può permettersi il gioco originale, fate una politica che convinca quelle maledette software house ad abbassare i prezzi!!!!! Con quello che costa un gioco la play dovrebbero regalarla. E' lo stesso discorso dei CD musicali, non potete non considerare la speculazione delle grosse multinazionali che si permettono prezzi inverosimili. Se un gioco costasse 50.000, io lo prenderei originale ma a 120.000 non esiste, i soldi me li sudo io. Con una riduzione dei prezzi venderebbero sicuramente più copie. Prendiamo la Eidos, con Tomb Raider si è arricchita (li ho presi tutti e 5 originali) sa che con tutti i sequel venderà milioni e milioni di copie ma non abbasserà mai i prezzi!!!!
Gli sta bene!!!!!Così imparano!!!!! Lo sapete che incidere un CD costa meno che incidere un musicassetta?
Allora perché un CD costa il doppio????? E vogliamo parlare dei film in DVD?????
Guardate che alla Sony un DVD vergine costa meno di 1.000 lire!!!!!!!!!!!!!! Speculano sulla gente che lavora, altro che italiani che fanno i furbi, io Max Payne per PC l' ho comprato originale perché costava 60.000.La zappa sui piedi se la danno le software house che fanno sti prezzi, non dei semplici ragazzi che non avendo molti soldi ma tanta voglia di giocare si rivolgono alla pirateria!!!!!!!
Evidentemente siete stipendiati da Sony, altrimenti stareste dalla parte del più debole, magari facessero una play2 a Napoli, la comprerei subito. Come fate a non capire che non è colpa nostra??? Sanno di poter spingere sui prezzi e lo fanno, il rapporto spese di progettazione/introito su un gioco è altissimo e abbassare i prezzi non li farebbe certo fallire.Ma del consumatore, come al solito, non importa niente a nessuno. In conclusione vi dico:
Qualsiasi effetto negativo abbia portato la pirateria, se lo sono cercato.

Riflettete prima di parlare, riflettete...
Eugenio Catalano

Risposta:

Email emblematica quella di Eugenio. Emblematica, oltre che per i contenuti, per la sua politica di aggressione nei nostri confronti. La pirateria è fondamentalmente ed indiscutibilmente una cosa sbagliata, legalmente e moralmente. I prezzi, è vero, sono elevati, almeno se rapportati all'eventuale prezzo minimo che un videogioco potrebbe avere, tenendo conto del rientro delle spese da parte di Softco, distributori, grossisti e dettaglianti, nonché di un guadagno minimo per ognuna delle categorie citate. Questo non significa che il prezzo finale scenderebbe a soli 25 - 28 Euro, la cosa sarebbe impensabile. Quando parliamo di costo di un prodotto non limitiamoci a pensare che esso dipenda solo dal costo del formato su cui il prodotto gira (CD, DVD). Intanto va considerato che le spese per un grosso capolavoro sono letteralmente di svariati milioni di Euro (miliardi di lire). Un gioco non nasce dal nulla, come per magia, dopo che la fatina di Cenerentola ha pronunciato la sua formula magica. Incoraggio chiunque a provarci: Bibidi Bobidi Boo………..Appunto, come volevasi dimostrare, non è successo proprio un bel niente. I videogame più belli sono il frutto di grossi investimenti, investimenti nelle tecnologie necessarie al loro sviluppo (che dalla programmazione alla grafica per giungere infine al sonoro sono davvero d'avanguardia). Inoltre ci sono i costi per i vari software per compilare il codice, realizzare il comparto grafico e via dicendo. Mettiamoci l'energia elettrica, il gas, l'acqua etc. E non dimentichiamoci di tutti gli addetti ai lavori di un determinato progetto che si "sudano i soldi" e che quindi vanno retribuiti, e solitamente i team sono composti da un cospicuo numero di persone. Ma non ci sono solo gli appartenenti ad un team di sviluppo da considerare; nel calderone dobbiamo anche includere lo stipendio dei custodi che fanno i turni di vigilanza notturna e diurna agli stabili delle softco, gli addetti alle pulizie, le squadre di manutenzione informatica, elettrotecnica, sanitaria, idraulica e via dicendo. Ed anche queste persone si "sudano i loro soldi". Ma ammettiamo che un gioco comparisse come per magia. Bene, apposto, questo è il codice del gioco finito, nessun costo di sviluppo e nessun costo collaterale associato. E adesso? Adesso c'è la fase di produzione del titolo. Per tanto si innescano i meccanismi della macchina industriale per poter produrre un sufficiente numero di copie, un'altrettanto sufficiente numero di confezioni corredate di manuali tradotti in più lingue nonché i diritti da pagare su ogni copia piazzata per l'utilizzo di uno specifico supporto per questa o quella piattaforma (DVD, CD, Cartuccia etc.) E poi ci sono le copertine più la grafica dei manuali stessi e tutti i costi degli impianti per poter realizzare questa mole di lavoro e non dimentichiamo altre centinaia di stipendi da pagare, anche i questo caso sia per chi lavora direttamente ad una di queste parti del prodotto finito, sia per chi invece aggiusta il lavandino nel quale il tecnico che ha sistemato il computer del grafico si laverà le mani. Ma non fa niente, facciamo finta che anche questo ci sia già per magia. Bene, allora cosa fare? Come far venire a conoscenza il pubblico che dopo una formula magica un milione di copie di un titolo sono pronte per la vendita? Già, esatto, la pubblicità attraverso i vari mezzi di informazione (TV, Radio, Giornali, Internet) ed anche questa ha dei costi abbastanza elevati e questo perché, oltre agli addetti da parte della software house ci sono tantissime persone da stipendiare che lavorano in una agenzia pubblicitaria e nei network televisivi, radiofonici etc che avranno il compito di far conoscere al mondo intero l'uscita del prodotto. E poi, dopo la pubblicità ci sono i costi per una distribuzione capillare, dalla Software House fino ai dettaglianti, passando per distributori e grossisti, con tutti gli stipendi ed i contributi da pagare agli addetti di magazzino, ai camionisti che trasportano vagoni carichi di giochi, a chi imballa le scatole, a chi deve stilare i DDT (documenti di trasporto), a chi deve tenere la contabilità e, anche in questo caso, vanno aggiunti tutti i costi dell'azienda o della ditta, inclusi quelli del manutentore di turno addetto stavolta ad aggiustare il water nel quale il trasportatore farà qualcosa che non è il caso di dire. E anche queste persone i soldi se li sudano indiscutibilmente. E poi, infine ci sono i dettaglianti, anche in questo caso con stipendi e spese da pagare. Ed anche qui c'è chi sicuramente si suda il proprio compenso mensile. Inoltre, in tutti i vari processi in cui c'è la vendita del prodotto (lo ripeto, softco - distributore - grossista - dettagliante) metteteci le imposte dirette più quelle da pagare sul guadagno finale ed ecco che comunque non pare più tanto scontato che un gioco appena uscito possa costare 50.000. Tutto questo discorso, Eugenio, per farti comprendere che non sei il solo a sudarti i soldi. Ma andando oltre, sono d'accordo con te quando dici che non hai 300.000 (circa 155 euro) al mese da spendere in videogiochi, ma spendere questa somma significa prendere tre giochi ogni mese. E allora torniamo ad una delle domande che avevo posto la scorsa volta: si deve per forza giocare a tutto? Tre giochi al mese sono trentasei giochi l'anno……… A questo punto non si tratta più nemmeno di soldi per l'acquisto. Si tratta di pura e semplice avidità videoludica alla base della quale si trova una cerca mancanza di equilibrio. Un gioco al mese diventa troppo poco, dobbiamo avere tutto e subito, anzi, peggio, prima di subito, considerando che alcuni giochi piratati sono disponibili prima del lancio ufficiale della versione originale. E' innegabile che la pirateria permetta l'acquisto di molti più titoli al prezzo di un originale, ma poi che fine fanno questi giochi? Il 99 % non viene nemmeno finito, in molti casi perché la maggior parte non sono dei capolavori ed in tanti altri casi perché abbiamo troppo a cui giocare e giocare tutto e subito non ci permette di dedicarci assiduamente al titolo in grado di appassionarci completamente. E alla fine gli unici giochi che vengono portati a termine sono i picchiaduro, quelli di calcio (escludendo eventuali master league) e quelli della durata di sei - sette ore. Ricordo che quando lo comprai, FF7 rimase nella mia PSX fino a che non lo finii, settanta ore di gioco salvato più quelle delle volte in cui ero morto per un totale di una ottantina di ore a cui aggiungerci le altre due volte che l'ho rigiocato. Solo dopo mi interessai all'acquisto di un altro game. Ora che ho un buon numero di titoli originali PS2 ho deciso di non comprarne altri per un po' perché in questo momento ne devo terminare ancora quattro. Quindi, a parte l'eventuale capolavorone od il gioco da recensire per la rivista non credo che ne giocherò degli altri. Non ha senso avere quaranta videogame ed averne finiti solo due o tre. E, solitamente, chi fruisce di giochi copiati è vittima di questa sindrome del possesso di quanti più titoli possibili. E perché? Se una persona ponderasse l'acquisto di un gioco e lo comprasse con l'intenzione di finirlo non ci sarebbe bisogno di prendere quaranta giochi l'anno. Certo, ci sono game dalla longevità ridotta e dopo averli conclusi ad ogni livello di difficoltà e con tutti i segreti scoperti scatta la "necessità" di passare a qualche altro titolo. Ma allora come poter godere di un discreto numero prodotti di vario genere senza spendere un capitale? Un suggerimento utile può arrivarci dalla prossima mail che ti invito a leggere, Eugenio, ed insieme a te anche a tutti gli altri lettori. Al di la di tutto e dopo tutto questo parlare, sono comunque d'accordo con te nel ritenere che 62 Euro per un videogioco sia una somma un po' alta e già risparmiare una decina di euro non sarebbe male. Ma questo non dipende dalle testate che non si schierano a favore del più debole, semplicemente non sono le riviste (tanto meno quelle elettroniche) a poter dare suggerimenti sui prezzi che vengano presi in considerazione. In ogni caso il discorso non è solo di prezzi ma anche delle royalties che le softco devono pagare e che vanno detratte dalle loro entrate. Inoltre, se al di la degli stipendi non ci fossero dei guadagni sostanziosi, l'industria videoludica non avrebbe ragione di esistere e se questa non esistesse non giocheremmo ai videogames. E' buffo come spesso il circolo si chiuda, fatto sta che la pirateria continua ad essere un fenomeno su vasta scala che porta nelle tasche dei pirati più grandi ingenti quantità di denaro guadagnate illegalmente. Se la pirateria fosse davvero amica dei giocatori allora il pirata di turno farebbe pagare solo il costo del supporto e non speculerebbe a sua volta, e per giunta contro la legge, sulle persone, perché ad un pirata un gioco copiato costa, in proporzione alle sue entrate, molto meno di quanto un progetto costi ad una software house.

"Pirateria: istruzioni per evitarla (e considerazioni varie)"
di Michele

Salve, ho da poco "scoperto" la Vs. rivista on-line e mi è piaciuta subito per la completezza e il buon impatto visivo.Tra l'altro, non appena riapre la sezione dedicata alla newsletter sarei interessato ad iscrivermi. Vi scrivo dopo aver letto la missiva del ragazzo di 16 anni sulla pirateria, mi ha fatto venire in mente alcune considerazioni che vorrei condividere con voi. Innanzitutto, premetto che sono un videogiocatore di VECCHIA data; leggendo la precedente lettera sulle "battaglie" tra console non ho visto quella che per prima ha colpito l'Italia, ovvero quella tra Atari 2600 ed Intellivision (so che è preistoria...) ma è per dire che la polemica è ancora più antica di quanto detto nella risposta! Ho provato sulla mia pelle sia i periodi di pirateria (Commodore 64, Amiga e PSX!) e quelli di giochi originali (ATARI 2600 e Colecovision!), ora sono possessore della PS2 e compro giochi originali. Non voglio rinnegare gli anni "facili" ma guardate la Vs. collezione di giochi PSX, quanti di questi ricomprereste per rigiocarli? I titoli veramente interessanti si riducono ad una trentina, no? Certo avere pochi anni e pochi denari da spendere sembra ridurre la tua scelta ma basta un po' di volontà e qualche amico con lo stesso hardware ed ecco che la spesa si riduce. Io ho quattro amici con la mia stessa console, ci sentiamo e verificando i nostri gusti non acquistiamo gli stessi giochi ma giochi diversi, ognuno fa una scelta, questo automaticamente riduce di un quarto il prezzo, quando uno di noi finisce il gioco semplicemente lo passa all'altro! Per esempio io ho comprato "Baldur's Gate", i miei amici hanno acquistato "Silent hill 2", "Half-life" e "Soul river 2", buona scelta no? Per i prossimi acquisti io prenderò "Final fantasy X", i miei amici "Metal gear solid 2", "Devil may cry" e "Jak and Daxter". Cosi si possono giocare 4 titoli al prezzo di uno! E' vero che, così facendo, si gioca il titolo un po' dopo la data di uscita e non 5 minuti dopo che è comparso in negozio ma... Molte volte i giochi sono lanciati come se dovessero spaccare il mondo e la gente vede gli schermi e ne va entusiasta, dopo averli acquistati ci si rende conto che il gioco dura un week-end e non di più (Devil may cry!) oppure si compra il gioco e ci si rende conto che non ci piace (World Rally Championship, vedi lettera pubblicata). Sarà l'età che non ci permette più di essere frettolosi oppure sarà che ci si fa furbi e si cerca di farci fottere di meno? Io sono un grande fan dei giochi di ruolo ed ho giocato tutti i final fantasy (anche i primi sugli emulatori del PC) ed acquisterò sicuramente FFX, che, dopo aver letto le recensioni (americane su PS2.IGN.COM) promette di essere l'ultimo dei FF come li abbiamo giocati, ma prima di acquistare FFXI lo vorrò vedere e vivisezionare in una prova, perchè non sono sicuro di voler spendere i miei soldi per l'hard-disk (altri 150 - 200 euro) ed altri (quanti?) per giocarci on-line in un paese in cui la connessione a banda larga praticamente non esiste. Se voglio giocare on-line c'è il PC, basta collegarsi ad una partita di Ultima! Uff... scusate i miei sproloqui... ho finito, ciao a tutti!

Risposta:

Ecco arrivare una proposta intelligente che, oltre ad indicare un suggerimento molto valido per evitare di incappare nel fenomeno pirateria, si rivela utile e funzionale per la fruizione di più titoli validi. A volte basta veramente poco, e come Michele giustamente mette in evidenza, invece di comprare quattro titoli a testa praticamente identici, lui ed i suoi amici ne prendono uno ciascuno e tutti diversi tra loro; poi scatta il passa gioco cosicché tutti quattro possano godere di quegli acquisti. Probabilmente questo è il modo migliore e considerando il boom di PS2 non è difficile trovare qualcuno con la stessa console, figuriamo per PSX. Certo, come dicevamo prima lo scotto da pagare è l'impossibilità di giocare tutto e subito, ma poi ci si rende conto che questo non avrebbe senso perché subentrerebbe l'impossibilità di poter terminare i titoli acquistati.
Per quanto riguarda le considerazioni su FFXI non posso che essere d'accordo con Michele. Ci sono diversi fattori da analizzare e, per il momento, in Italia la banda larga a portata di tutti è una storia dagli sviluppi poco felici. Cmq ogni considerazione è rimandata all'uscita del gioco, per il momento restiamo in attesa di FF X e a tal proposito vi anticipo confidenzialmente che i primi di febbraio andrà on line uno speciale ad esso dedicato ma non ditelo a nessuno, deve restare una sorpresa……..ops, l'ho detto :)

See you next month

E così siamo alla fine del secondo numero di play2mail. A quanto pare l'idea di aprire questa rubrica è stata davvero ben accolta e questo non può che farci piacere. Di e-mail da pubblicare ce ne sono ancora tante e tante altre continuano ad arrivarci quotidianamente. Gli argomenti per discutere non mancano di certo quindi non ci resta che darvi appuntamento al prossimo mese con nuove e-mail e la nostra immancabile risposta. Prima di concludere vorrei salutare tutti quelli che ci hanno scritto esclusivamente per complimentarsi con noi e ringrazio altrettanto coloro che ci hanno inviato dei suggerimenti più o meno utili per allinearci sempre più alle esigenze di voi lettori.

Until the stars will appear in the sky we'll be here, under the stars.

Roberto "nemesis" Cifra

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

   

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